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Gonzalez, l’oro dell’Arno. Sono bastate due partite per convincere tutti

L’argentino è il più grande investimento viola: è essenziale per il gioco di Italiano. Forte, aggressivo e dinamico, ha convinto subito

Certo, ci vorranno altri esami e altre riprove, ma intanto pur scavando nella memoria è davvero difficile ritrovare un'affermazione personale così netta in tempi altrettanto rapidi come quella di Nico Gonzalez. Due partite (ufficiali) sono bastate all'attaccante argentino per impressionare e conquistare.

E se quella contro il Cosenza poteva consigliare comunque prudenza per la debolissima opposizione dell'avversario, la conferma di domenica sera all'Olimpico vale per l'una e per l'altra. Vale per tutto insieme. La Fiorentina ha speso più che bene i ventisette milioni necessari per prendere l'ex Stoccarda e farne l'acquisto più costoso nella storia del club viola.

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Scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

PROTAGONISTA SUBITO

E non è un discorso relativo soltanto alla “rassicurazione” sotto l'aspetto economico di fronte ad un investimento oneroso. Quella c'è, com'è ovvio che sia in questi tempi complicati per far quadrare i bilanci. Però, Cosenza e Roma - con i loro coefficienti diversi di difficoltà e gli esiti opposti sul campo - hanno rimandato l'immagine (reale) di un calciatore forte, dinamico, aggressivo (nel senso chiaramente calcistico del termine).

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Dalle qualità sopra la media e con tanta voglia e tanta fame di diventare subito protagonista nella Fiorentina che l'ha scelto e gli ha dato fiducia. Tifosi, compagni, tecnico, avversari: la squadra di Vincenzo Italiano è uscita battuta dall'Olimpico, ma Gonzalez ha riempito gli occhi di tutti.

E quello che conta ha dato comunque un senso alla serata in casa viola. Perché il risalto alla prestazione dell'esterno sudamericano è stato unanime nella scomposizione del gara e del risultato.

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TALENTO PURISSIMO

Un bel modo di andare oltre la sconfitta contro la Roma. Anzi, per l'allenatore e per l'intero ambiente rappresentano le risposte oggettive. E gli elementi concreti che permettono di inquadrare l'immediato futuro con ottimismo e rinnovate ambizioni.

Chiaro: Gonzalez la Fiorentina l'ha preso proprio per questo. Dopo averlo fatto seguire per settimane, aver preso tutte le informazioni possibili, bilanciato relazioni e osservazioni dirette. Decidendo infine non a caso di anticipare i tempi dell'acquisto per non rischiare qualche brutta sorpresa.

A fine giugno, quando il mercato era fermo, il club di Commisso ne ha ufficializzato l'ingaggio. E forse lì per lì, clamore per i ventisette milioni a parte, non ha avuto la risonanza che avrebbe meritato. Eppure si stava parlando di un Nazionale argentino (titolare in Coppa America che stava giocando nei giorni del passaggio in viola), talento purissimo, prospetto sulla bocca di tutti da anni.

Evidentemente, era solo questione di innescare il meccanismo virtuoso per una ripartenza che fosse davvero col botto.

IL FUTURO è NICO

Ci ha pensato Gonzalez. Che intanto (e non è un fattore secondario) si era “mostrato” a Firenze nella maniera migliore. Motivato, desideroso di mostrare il proprio valore, riconoscente verso Commisso e la società che hanno puntato così tanto su di lui.

Le parole nel giorno della presentazione a due passi dal Ponte Vecchio, a cui non hanno voluto mancare nemmeno i genitori del numero 22 viola, avevano fatto subito capire come la Fiorentina avesse colpito il centro del bersaglio.

Poi Roma e l'Olimpico l'hanno confermato. Gonzalez è perfetto per le idee e le ambizioni di Italiano. E di club e tifosi, ovviamente. Senza dimenticare che le belle parole, i complimenti e le impressioni favorevoli, l'attaccante argentino li ha ricevuti alla prima partita “vera” e con il processo di crescita (suo e del gruppo) appena iniziato.

Forse appena accennato. Tanto è bastato. Ecco perché la Fiorentina è già sicura di aver trovato l'oro.

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