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Giovanni Galli: «Non mi sento ancora tranquillo per la salvezza. Franchi? Un obbrobrio»

Le parole dell’ex portiere e dirigente viola Giovanni Galli sul momento della Fiorentina

Parla così a Lady Radio l’ex portiere e dirigente della Fiorentina Giovanni Galli: «Firmerei per ottenere la salvezza e arrivare in finale di Conference. Fosse sicuro…La mia paura è mantenere la Serie A. Il rischio di retrocedere c’è. Se fosse sicura la salvezza, anche all’ultima giornata, allora m’interesserebbe provare a vincere la Conference. Io vedo ancora una Fiorentina che ha paura. Di segnali positivi per stare tranquillo al cento per cento non ne ho. Se vedo le squadre che occupano la parte destra della classifica di Serie A sono tutte inferiori tecnicamente alla Fiorentina. Il problema è che la squadra viola si è dimostrata sempre inaffidabile quest’anno. Sento tante parole, anche in conferenza stampa. Ho sentito dire da Palladino che aveva visto dieci partite del Bayern per prepararla, mi sa che la tv era spenta. A volte, anche per la Fiorentina, sarebbe meglio non parlare neanche in conferenza»

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STADIO. «Sento gli artefici di questo obbrobrio del restauro del Franchi che ancora si prendono meriti…dicono che siamo in vantaggio su altri stadi, come su San Siro. Ho capito ma…questo progetto doveva già essere terminato. Nervi avrà fatto dei sondaggi no? Nel 90 uguale. Ora ci dicono che i ritardi sono dovuti al fatto che hanno trovato la roccia sotto e tutto si è fermato per mesi. Ma dove siamo? Lasciamo perdere. I soldi della Fiorentina? Mi sembra che l’amministrazione stia andando col cappello in mano a chiedere fondi. Sono già arrivati quelli del PNRR, quelli del Ministero, quelli di qui e di là. Poi vai dalla proprietà a chiedere 80 milioni perché mancano, per un bene del Comune da dare in concessione alla Fiorentina. La Juve se li è spesi tutti da sé».

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BRASCHI. «Io esordii contro la Juventus, a Torino. Si perdeva 3-1, eravamo ultimi, Mazzone mi fa: ‘ragazzo, spogliati tocca a te’. Si perse 5-1. Almeno Braschi è entrato e la Fiorentina ha vinto la partita. Non vedevo l’ora di esordire. Si pensava al calcio a quell’epoca. Esordire, giocare, con quella gente allo stadio, tanta gente, era casa mia. Era il mio habitat, come entrare in salotto di casa»

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