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Genoa, De Rossi: «Vanoli un amico. Giusto che Genoa e Fiorentina rimangano in Serie A»

Conferenza stampa dell'antivigilia per Daniele De Rossi, che annuncia al Franchi delle assenze importanti

«Norton-Cuffy non ci sarà, Baldanzi preferirei non portarlo. In difesa gioca Zatterstrom. Vanoli è un amico, eravamo intrecciati nei destini mesi fa. E’ stato bello iniziare insieme, abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che queste due piazze stiano in Serie A». Così ha esordito Daniele De Rossi a due giorni dalla sfida con la Fiorentina.

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INFORTUNATI. «Junior Messias ha finito la stagione, non rientrerà prima della fine del campionato. Norton-Cuffy non sarà della partita, non riesce ad andare senza sentire sintomi. Baldanzi sta bene, si sta allenando con noi da tre-quattro giorni ma non vorrei portarlo. Vorrei dargli più allenamenti veri prima di metterlo in campo visto che la partita è importante ma non decisiva per noi. Voglio che sia al 100% quando rientrerà perché per noi è un giocatore troppo importante. Se fosse una partita decisiva per la salvezza lo avrei fatto giocare dall’inizio».

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VANOLI. «Paolo è un amico. Anche se poi è sempre stato il mio mister. E’ stato il mio allenatore in seconda con Conte in Nazionale. E’ una persona di cui ho stima. E’ stato bello iniziare insieme, eravamo anche intrecciati su chi poteva andare di qua o di là (tra Genoa e Fiorentina), abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che queste due piazze stiano in Serie A».

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STIMOLI. «I giocatori devono trovarli da soli gli stimoli. Ricordo che contro la Samp a Genova ero reduce dalla pubalgia, c’erano gli europei e nessuno aveva voglia di giocare quella gara. Anche io dissi al mister Capello: ‘Non è la gara della vita’. Mi disse: ‘Non è la partita della vita, è la partita della Roma’. Mi ha umiliato, mi ha insegnato tanto. É la partita del Genoa ed è importante. Un giocatore di calcio forte tira fuori gli stimoli da quello che ha dentro. Facciamo tante partitelle in allenamento, si vogliono vincere anche quelle. Come possiamo non avere lo stimolo? Se giocassimo solo quando abbiamo paura di fallire sarebbe grave».

FORMAZIONE. «Zatterstrom gioca dall’inizio, posso dirlo perché gliel’ho già comunicato. L’unico mio obiettivo è non mettere in campo tanti giocatori che non hanno giocato insieme, rischi di giudicarli in una condizione che non valorizzerebbe la loro prestazione».

NIENTE VITTORIA AL FRANCHI DAL 1977. «Mettiamo tutto nel minestrone degli stimoli, male non fa. Sarà ancora più bello provarci l’anno prossimo, quando i punti conteranno di più. Stimolo in più, poi il Genoa recentemente ha vinto in casa delle grandi, sarà uno stimolo in più ma deve diventare una cosa di contorno, noi dobbiamo fare una partita tosta sempre».

SALVEZZA. «Parliamo in chiave futura da settimane, forse mesi. Siamo salvi da tanto tempo, ma finita Cremonese-Lazio confesso è caduta non tensione ma… c’è l’abbiamo fatta. È realtà. Ed è bello, perché alleno da poco e vivo come tutti allenatori per raggiungere gli obiettivi. È stato bello il giro di telefonate con lo staff, con Diego. All’insegna della condivisione, abbiamo raggiunto l'obiettivo tutti insieme. Anche quando ho perso tre partite non mi sono mai sentito sotto pressione da parte della società, giocatori e presidente. È un obiettivo condiviso, bello».

 

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