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Gazzetta: Juve, il giorno più nero. Pirlo a lezione da Prandelli. E Nedved protesta

Tre punti persi contro la Fiorentina e partita da rigiocare con il Napoli. Ribery infila De Ligt e Bonucci, la Viola ha più razionalità

Il martedì nero della Juve. Sono svaniti i tre punti della vittoria a tavolino con il Napoli, mentre la partita allo Stadium contro la fiorentina non ne ha fruttato alcuno. In pratica, sei punti evaporati. Un capitombolo fragoroso, che rischia di compromettere la corsa scudetto dei campioni in carica, scrive La Gazzetta dello Sport.

DUE FACCE. Ha colpito il gioco povero della Juve, lo sbandamento tecnico-tattico, l’incapacità di rimediare a un gol preso al terzo minuto. L’espulsione di Cuadrado al quarto d’ora ha complicato i piani. Un rosso giusto, l’intervento del colombiano su una gamba di Castrovilli è stato orribile, anche se nella ripresa l’arbitro La Penna ha negato due rigori alla Juventus e non ha mostrato al viola Borja Valero un secondo giallo limpido.

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Pavel Nedved, vicepresidente bianconero, ha abbandonato il campo per protesta. Cesare Prandelli si gode la prima vittoria in campionato dal suo ritorno a Firenze e si allontana dalla coda. Genoa e Torino faranno bene a darsi una mossa.

SBILANCIATI. Juve stordita, giù di testa nell’approccio alla gara. Non si può subire un gol come lo 0-1 iniziale, essere così sbilanciati su una palla profonda dalla metà campo avversaria. L’errore fondamentale è stata la non lettura della posizione di Ribery, gli juventini non hanno capito le funzioni del francese, finta punta, in realtà regista offensivo.

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A Ribery è bastato abbassarsi per trovare luce e dipingere il suo calcio. A sbaglio si è aggiunto sbaglio, perché sulla verticalizzazione la difesa bianconera si è fatta sorprendere troppo in alto, e non si è capito bene il motivo.

Che cos’era? Un tentativo di fuorigioco, a pallone scoperto? In quei casi si scappa all’indietro, non si sale. De Ligt e Bonucci sono stati presi d’infilata e Vlahovic è volato via nel vuoto, per la rete dello 0-1. ROSSO. La rete dei viola ha moltiplicato la vaghezza juventina e Cuadrado l’ha estremizzata con il suo intervento scellerato su Castrovilli, entrataccia che gli è costato prima il giallo di La Penna e poi il rosso diretto via Var.

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La Juve è rimasta in partita, ma la Fiorentina è andata vicina al secondo gol più di quanto la Signora abbia accarezzato il pareggio. Prandelli ha ricreato le condizioni del rombo, con Borja Valero regista basso e con Ribery trequartista.

Su quest’asse la Juve ha sofferto e perso certezze. L’hanno tenuta viva la rabbia e l’orgoglio di Ronaldo, protagonista di un paio di azioni potenti, ma stizzite, da uno contro molti. GOL. La Juve per circa mezz’ora nella ripresa si è mossa all’assalto, ma senza lucidità, con una reazione più nervosa che altro.

Non c’era tanta logica di gioco e suonava sinistro il fatto che l’arma migliore fosse la corsa ingobbita di Chiesa. Il grande ex di giornata puntava i vecchi compagni con puntiglio, ma in buona parte lo faceva lontano dalla porta.

Giusto una volta ha tirato e Dragowski ha deviato in angolo. Nel giro di pochi minuti lo sprofondo Juve si è completato: è arrivato l’autogol di Alex Sandro su una svirgolata di Bonucci e il tris di Caceres su cross di Biraghi, rete confezionata da esterno a esterno.

PIRLO A LEZIONE DA PRANDELLI. Se La Penna e i varisti avessero fatto di meno gli gnorri, racconteremmo forse un’altra storia, ma non è giusto che le mancanze arbitrali gettino ombre sulla prestazione della Fiorentina. Si comincia a scorgere razionalità nelle scelte di Prandelli, per esempio Amrabat restituito alle sue mansioni di interno sgobbone o Ribery libero di assecondare i propri istinti ed estri.

Pirlo è andato a lezione dall’ex c.t., che gli affidò la regia della sua Nazionale, specie a Euro 2012. La circolarità del calcio sa essere incantevole.

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