Vai al contenuto
×

Galloppa: «Panchina col Mainz esperienza formativa. Giovani in Italia? È come se mancasse un tassello»

Le dichiarazioni dell'allenatore viola sulla Nazionale e i giovani

L'allenatore della Fiorentina Primavera, Daniele Galloppa, è intervenuto a Il Barbiere su Espansione TV. Queste alcune delle sue dichiarazioni: «La maglia della Nazionale è stata l'emozione più grande che ho avuto da giocatore: qualcosa di unico. Era un sogno e un'aspirazione, e deve rimanere così. In quegli anni c'era una squadra veramente forte, era il periodo dopo la vittoria del Mondiale. La prima convocazione? Si vociferava dell'interesse e stavo facendo veramente bene, però fino a che non è arrivata non ci credevo. Quando è arrivata è stata un'emozione che ricollego al bambino che inizia a giocare a calcio con gli amici, felice e senza pensieri. Sono stato fortunato a viverla così. Io mi ricordo il Mondiale Usa 1994 con Baggio, il 2006 quando abbiamo vinto, le partite viste in piazza con gli amici: dava quel senso di appartenenza e unione di una nazione»

sponsored

GIOVANI. «Ci sono dei ragazzi che ho allenato e stanno giocando in Serie B da titolari, altri che stanno giocando in Prima Squadra quest'anno come Comuzzo, Fortini, Kouadio e Balbo. Io vedo come se mancasse un tassello perché fino all'U16-U17 le nostre nazionali sono di livello e si giocano la vittoria dell'Europeo, poi nel calcio dei grandi è come se mancasse un passaggio e ci perdiamo tanti ragazzi per strada».

sponsored

GENERAZIONI. «Oggi i ragazzi crescono in maniera diversa dalla nostra: vedo tante più conoscenze, ma anche molte fragilità. Hanno più canali per informarsi, ma più fragilità emotiva perché si fa fatica a scendere nei rapporti. Io provo e cerco ad ascoltarli perché poi quello che sposta è se gli entri nel cuore, nella testa, se questi ragazzi si sentono riconosciuti».

sponsored

MAINZ. «Un'esperienza formativa: è stata talmente veloce che non c'è stato neanche il tempo di pensare. Forse questo mi ha aiutato a viverla bene. Mi sono trovato bene con i giocatori: abbiamo avuto un feeling da subito per quel poco che ci sono stato. Allenare una Prima Squadra è veramente gestire un'azienda di 60 persone: allenare ti occupa meno tempo, purtroppo, questo mi dispiace, ma ho avuto questa sensazione».


Lascia un commento