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Franchi: Primi contatti con le banche e con i tecnici. Nardella a caccia di 100 milioni

Dal Comune sono già partite le richieste verso l’istituto europeo d’investimenti Bei, il Credito Sportivo e la Cassa depositi e prestiti

Nemmeno il tempo di chiudere l’annuncio choc sulla decisione di rifare da solo lo stadio Franchi e già il sindaco Nardella è proiettato nel nuovo impegno. Via allora ai contatti con le banche che dovrebbero sostanziare la sua idea.

Anche perché gli oltre 100 milioni di euro previsti hanno le gambe lunghe. Anche se Palazzo Vecchio ha il vantaggio di poter accedere a mutui a tasso zero. Ieri dunque sono partite le prime richieste. Per la Banca di investimenti europei (Bei) con la quale Nardella ha già intessuto preziosi rapporti per la costruzione delle linee tramviarie cittadine.

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Con l’Istituto per il Credito Sportivo (che per Bologna, ad esempio, è stato decisivo). E anche la Cassa depositi e prestiti. Ovvero la cassaforte più garantita per gli enti pubblici. Scrive La Nazione. Trasuda entusiasmo il sindaco.

Dopo mesi sotto scacco Nardella ha ripreso l’iniziativa, in molti (e non solo architetti) hanno apprezzato la sua determinazione. E ora tiene ben saldo il pallino dell’intera operazione. Certo, i tempi sono – per sua stessa ammissione – «sfidanti».

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Mica semplice mettere in piedi un concorso internazionale per progettare la ristrutturazione di un’opera d’arte come lo stadio Artemio Franchi firmato dall’ingegnere e architetto Pierluigi Nervi. Anche perché Firenze ha gli occhi del mondo addosso.

Il Franchi, grazie agli appelli per la sua salvezza degli archistar di tutto il mondo, è finito sulle prime pagine del pianeta.

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E Nardella, finalmente libero di decidere da solo, è ora pronto a «rifare uno stadio che il mondo ci invidierà»

Nel mezzo però ci sono i tre anni necessari a pubblicare il bando internazionale e poi a mettere insieme la commissione di super esperti e poi le valutazioni e i tempi per scegliere un’idea progettuale. Senza contare che allo studio di architettura vincitore dovrà essere dato il tempo di tradurre l’idea in quel progetto esecutivo che consentirà la posa della prima pietra.

Promessa nei primi sei mesi del 2024. Non c’è tempo da perdere quindi. Ecco perché Nardella ha già chiesto a tutti gli uffici comunali coinvolti nell’operazione di mettere insieme la documentazione tecnica, urbanistica, geologica che dovrà essere fornita agli architetti che vorranno partecipare all’impresa.

Il primo obiettivo da centrare, infatti, è la pubblicazione del bando entro la fine di quest’anno. Nell’immediato poi c’è da gestire il rapporto con la Fiorentina e con Rocco Commisso. Nardella lo ha sempre definito «ottimo».

«Abbiamo anche suonato insieme» ha ricordato lunedì. Ma sul piano comunicativo qualche problema forse c’è. Prima della sua uscita pubblica, per esempio, Nardella avrebbe preferito confrontarsi con Commisso, magari per cercare di coinvolgerlo da subito nella nuova operazione.

Il patron viola – invece – sordo a tutti gli appelli, ha bruciato i tempi e chiuso in un batter d’occhio con una nota stampa ufficiale la questione Franchi. A giorni i due si vedranno. Ma riprendere il filo del discorso, sempre che Rocco non torni a pensare a Campi, ora è più difficile.

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