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Firenze ritrova la sua Fiorentina. Bella, vincente e con una prospettiva. Mercato agli sgoccioli: ci saranno uscite, l'esterno è un rebus

La Fiorentina ritrova gioco ed entusiasmo, la mano di Italiano si vede già. Gonzalez e Vlahovic si prendono il Franchi. Adesso lo sprint finale del mercato: ci saranno delle uscite, rebus per l'esterno

Bella. Vincente. Convincente. La Fiorentina in una notte di fine estate riconquista pubblico e critica, dopo due stagioni complicatissime sul campo. La squadra di Italiano schianta il Torino sul piano del gioco (il risultato è striminzito ma non completamente veritiero) e si regala una sosta tranquilla, per poter lavorare al meglio.

Al Franchi non c’è mai partita. Intensa, caparbia, a tratti anche spettacolare. La mano di Italiano non sarà ancora totale su questa squadra, ma quel che si intravede lascia davvero ben sperare.

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Difesa sempre alta, con Quarta al fianco di Milenkovic che fa un figurone contro Sanabria e Belotti.

Il difensore argentino è chiaramente più a suo agio di Igor, meno abituato a fare il centrale nella difesa a quattro. Dal primo minuto anche Castrovilli, che trova la posizione giusta fra le linee per regalare il pallone del vantaggio a Gonzalez.

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Speedy è l’unico volto nuovo della Fiorentina, ma non è per niente poco. Guizzante, nell’uno contro uno mette i brividi, ma anche tanto tignoso. Duro nei contrasti. E con una fase di non possesso da leccarsi i baffi, che sicuramente non ti aspetti da un esterno di quella qualità.

Poi c’è Vlahovic.

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Garanzia. Perché non perde un pallone, li pulisce tutti per i compagni che arrivano da dietro. Lotta con tutta la difesa del Torino, partenti e subentranti, senza mollare di un centimetro. Devastante quando il livello degli avversari è questo.

Naturalmente deve crescere per quando si troverà di fronte difensori come quelli di domenica scorsa. Eppure lascia negli occhi una sensazione di supremazia fisica e tecnica che in pochissimi hanno avuto alla sua età. Il gol del 2-0 è un’altra perla da aggiungere alla collezione.

Torsione non banale sul cross (arretrato) di Bonaventura e palla in buca d’angolo. Il Franchi è suo.

Gran serata, con il pubblico ritrovato, per quel che si può. Un pubblico rimasto pietrificato dal gol di Verdi. Un peccato di gioventù che la Fiorentina di Italiano deve togliersi, perché mettere in discussione partite così non si può.

Ma quello stesso pubblico al 97’ ha gioito davvero. In modo profondo. Perché mai nell’era Commisso si era avuta la sensazione di andare incontro ad un qualcosa di così bello. Le vittorie, fino allo scorso campionato, sono state solo mattoncini vitali per costruire salvezze.

Adesso lo spirito è diverso. L’ambizione anche. Merito di Italiano, ma anche della società, che nel motore ha già inserito anche Odriozola e Torreira, due che si prenderanno presto una maglia da titolare. A proposito, la mancata convocazione in nazionale del centrocampista uruguaiano non è stata accolta per niente male da Italiano e dal suo staff, che adesso hanno due settimane piene per inserirlo nel cuore del centrocampo.

E adesso occhi e testa al mercato.

La linea è chiara: giocatori come Berardi sono difficilissimi da raggiungere. Forse adesso impossibili. Discorso diverso per Orsolini, Plata e gli altri. Profili più abbordabili, ma anche questi sicuramente non semplici da andare a prendere.

Dovrà essere il mercato a creare l'occasione giusta per mettere la ciliegina su questa squadra. La Fiorentina è vigile, pronta a cogliere la prima occasione, consapevole che adesso il mercato prioritario è quello in uscita, nel quale diversi calciatori dovranno trovare una collocazione adeguata.

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