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Fiorentina è una questione di pali. In Europa solo il Liverpool ne ha colpiti di più

Sono ben 18 i legni colpiti dai viola in questa stagione. Inutile dire che se quei tiri avessero avuto esito diverso oggi avremmo ben altra classifica

«Scusi, chi ha fatto palo?». Uno ci potrebbe anche scherzare prendendo a prestito la mitica scena del “Secondo tragico Fantozzi” se non fosse che la questione sta diventando maledettamente seria per la Fiorentina, che a forza di pali e traverse, e nel recente passato anche di rigori sbagliati ma in questo caso la malasorte non c’entra, ha perso per strada una quantità industriale di punti.

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Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Erano diciassette per l’esattezza prima della trasferta di Torino, sommando legni ed errori dal dischetto, sono adesso diciotto aggiungendo la traversa di Nico Gonzalez allo “Stadium” col contributo fondamentale di Szczesny.

Che è andato a sporcare la traiettoria del pallone, arrivandoci non si sa come, di quel tanto che però è bastato per portare a diciotto anche i legni colpiti dalla Fiorentina in campionato.

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OTTO LEGNI DECISIVI

Sì: diciotto legni tra pali e traverse in trenta partite disputate (manca all’appello Atalanta-Fiorentina rinviata per il malore poi fatale a Joe Barone a poche ore dal via). Ovviamente non tutti i diciotto legni hanno eroso punti alla squadra di Italiano (sono, anzi erano sette, nella statistica fatta sul Corriere dello Sport-Stadio in un articolo del 27 marzo scorso), ma quello di due sere fa a Torino sicuramente sì.

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Era 1-0 per la Juventus e poteva diventare 1-1 senza la traversa in coabitazione con l’intervento super del portiere polacco. Così uno a zero per la Juventus è rimasto e il conto dei legni “determinanti” è salito a otto. E tornando ad allargare il conto stesso, diciotto rimane un numero incredibile e, nella fattispecie del campionato italiano, una cifra record che poi trova pochi riscontri a livello europeo nei cinque campionati più importanti.

Tant'è vero che la Fiorentina conquista una medaglia di legno di cui farebbe volentieri a meno e che non è quella che s’intende di solito per il quarto posto di atleti e squadre.

CLASSIFICA DEI RIMPIANTI

Si tratta invece del secondo posto nella classifica dei legni colpiti alla pari con il Bayer Leverkusen di Xavi Alonso, che è a quota 18 in Bundesliga come la formazione di Italiano in Serie A, e dietro soltanto al Liverpool di Jurgen Klopp che comanda in Premier League e nel vecchio continente con venti.

Conto di per sé già bello sostanzioso, e utile per aggiungere elementi alla spiegazione dei risultati non di rado non all’altezza specie in questo 2024, che si è arricchito domenica sera di un nuovo episodio con il sesto legno personale di Nico Gonzalez sempre in campionato (e anche questo in qualche modo va tenuto in considerazione nella valutazione dell’argentino), il 18esimo complessivo da parte della Fiorentina che in una virtuale graduatoria dei rimpianti scalerebbe le posizioni ben oltre la decima al momento in quella reale.

Ma pali e traverse stanno lì, elementi basici e basilari per il gioco del calcio, e allora diventa anche questione di fortuna. Anzi, di un pizzico-pizzicone di sfortuna che fa sempre inevitabilmente da contorno ai risultati sotto le aspettative: gli otto legni (su diciotto) decisivi non mentono.

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