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Ennesimo esame superato, non era scontato. Fiorentina, rendi affascinante anche il percorso in coppa

Salernitana superata senza grossi problemi, adesso la parentesi Coppa Italia per poi concentrarsi sulle ultime due gare dell'anno con Sassuolo e Verona

Poteva essere una grande trappola, si è rivelata l’ennesima partita da trampolino di lancio per la Fiorentina. Anche la Salernitana soccombe al Franchi: 4-0 il finale, in un match che poteva essere spigoloso (com’è stato all’inizio), complicato da sbloccare e da gestire.

Sono partite che fanno la differenza nella crescita mentale del gruppo. Perché è vero, tutti si aspettavano i tre punti e sono arrivati, ma sono proprio queste le partite dove hai tantissimo da perdere, al di là dei punti in palio.

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Italiano l’aveva detto, non sarebbe stato lasciato niente al caso.

E’ così è stato. Dentro Callejon nel tridente, poi spazio ai titolarissimi. Come detto, partita difficile all’inizio: spezzettata, fisica e fallosa. Ci pensa Bonaventura a sbloccarla con un gran colpo d’esterno dal limite dell’area.

Una prodezza che toglie la Fiorentina dall’impiccio di dover sbloccare una partita contro dieci giocatori sotto la linea della palla.

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Il brivido Vlahovic accompagna le squadre all’intervallo. Dal tunnel riesce pimpante, un po’ di ghiaccio spray poco dopo.

Nel mezzo il tiro del 2-0, con la complicità fondamentale di Belec. Eppure non si accontenta: gioca sul dolorino e non lo sente nemmeno, quando come un falco si avventa sulla bella palla di Sottil (bravo ad entrare con la voglia di fare la differenza) per il 3-0.

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Il poker è firmato da Maleh: secondo centro in pochi giorni. Ci ha preso gusto.

In sede di analisi, resta negli occhi la grande maturità tattica della Fiorentina, che ha gestito e reso semplice una partita che poteva non esserlo.

Quota 30 punti raggiunta, zona europea consolidata e Juventus staccata di due punti, quando alla sosta natalizia mancano gli impegni con Sassuolo e Verona, oltre all’intermezzo Coppa Italia di mercoledì prossimo contro il Benevento.

In coppa ci sarà l’occasione di far rifiatare qualcuno e resta da capire, soprattutto, quale sarà la gestione di Vlahovic.

Ieri Kokorin si è scaldato a lungo senza però mettere piede in campo. Anzi, se fosse uscito Vlahovic, l’impressione dalla Tribuna (visto il lungo riscaldamento nell’intervallo) è che sarebbe entrato Venuti, con l’avanzamento di Odriozola e l’accentramento di Gonzalez in attacco.

Per fortuna Vlahovic è rientrato ed ha siglato una bella doppietta, che lo proietta ancora di più nell’olimpo dei bomber d’Europa. Italiano, nel post partita, ha fatto sentire Kokorin parte integrante del gruppo a tutti gli effetti.

Vedremo se effettivamente vorrà dargli una chance mercoledì sera contro il Benevento.

La Coppa Italia è una competizione che la Fiorentina non vuole snobbare. Anzi. La squadra viola è diventata a tutti gli effetti la mina vagante del campionato e, a maggior ragione in partite secche, può esserlo anche in coppa.

Benevento da superare, per poi regalarsi un ottavo di finale di qualità contro il Napoli. Che ad anno nuovo (12 o 19 gennaio l’eventuale partita) sarà senza tutti i suoi giocatori africani impegnati in Coppa d’Africa (Osimhen, Koulibaly, Anguissa, Ounas…).

Insomma, le premesse per far bene ci sono anche qui. Far diventare affascinante anche il percorso di coppa darebbe una dimensione ancora più grande alla stagione della Fiorentina. E' l'ennesima sfida di mister Italiano.

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