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Dominio e cinismo, il Dall'Ara sembra il Franchi. Ora tre gare per tirare il primo bilancio

Un gruppo sempre più unito e 'sindrome da trasferta' superata. L'Europa non è più un tabù: ora continuità

Se il derby dell'Appennino quest'anno era con orizzonti europei, a passare a pieni voti il test del Dall'Ara è stata la Fiorentina. E non solo per i tre punti, ma anche per la personalità mostrata in quello che, classifica alla mano, era a tutti gli effetti uno scontro diretto per l'Europa.

Sì, Mihajlovic può avere ragione quando sottolinea che la Fiorentina a Bolognaha segnato due gol su tre su palle inattive. Ma forse Sinisa, nel precisare di "non aver rischiato nulla", si dimentica del dominio dei viola sul piano del gioco.

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I numeri dicono di un possesso palla del 69% nella prima ora di gioco, del 63% poi a fine gara. Dati che certificano quanto già evidente nel corso della partita, ovvero una Fiorentina superiore agli avversari sul piano del gioco.

TRE TIRI E TRE GOL. Certo, poi nel calcio non serve solo il possesso, bisogna segnare. E se questa Fiorentina in più occasioni, quando chiamata al salto di qualità, non era riuscita a concretizzare le occasioni avute, stavolta invece ha dimostrato estremo cinismo.

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Tre tiri nello specchio (sei conclusioni totali) e tre gol. Due su palla inattiva, è vero: la perla di Biraghi però è un colpo che premia la qualità, mica il caso. Così come la freddezza di Vlahovic dal dischetto: 12 su 12 in carriera in Serie A.

Mica da tutti, anzi. E poi la rete che ha sbloccato la partita, con la pennellata di Gonzalez per l'inserimento vincente di Maleh. Un gran bel gol. COME AL FRANCHI. Fotografie di un pomeriggio a Bologna. Con il Dall'Ara che sembrava il Franchi, e non solo per i tantissimi tifosi viola arrivati in Emilia per spingere la squadra (per larghi tratti si sentivano più dei rossoblu di casa).

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Ma anche perché in trasferta finalmente la Fiorentina è tornata a fare quello che, ultimamente, sembrava riuscire solo in casa. Ovvero dominio del gioco e cinismo nel concretizzare le occasioni davanti. In una parola: vincere.

Perché i viola avevano sì vinto le ultime 4 gare al Franchi, ma avevano anche perso le ultime 4 gare esterne. "Oggi abbiamo avuto quella concretezza che negli ultimi tempi ci era mancata lontano dal Franchi. Sono contento per i ragazzi, li sentivo parlare di una ‘sindrome da trasferta’, invece siamo riusciti a sfatare anche questa.

Ora ci prepariamo bene per la prossima per vedere se questo salto di qualità lo possiamo fare”,ha commentato mister Italiano. UNIONE. Con il tecnico viola che si gode anche la grande unione del suo gruppo. "E’ la soddisfazione più grande, c’è un duro lavoro settimanale, coinvolgere tutti non è semplice.

Però io su questa cosa punto tantissimo, perché ruotiamo spesso. Tanti ragazzi che hanno poco minutaggio vengono chiamati in causa e fanno bene. Come Maleh che fa gol, Gonzalez che non giocava da un bel po’ ed è determinante.

Sono contento, è quello che ricerchiamo. Io ci tengo a vedere coinvolto chi gioca meno". Unione dimostrata anche nelle esultanze al Dall'Ara, così come nelle reazioni sui social dei giocatori. Davvero un bel clima. PRIMO BILANCIO.

Ora sabato la Salernitana, poi il Sassuolo ancora al Franchi e il Verona al Bentegodi: tre gare per chiudere il girone di andata. “Avendo visto tutte le avversarie, quelle quattro davanti hanno qualcosa in più rispetto alle altre e lo stanno dimostrando", ha commentato Italiano.

"La distanza che c’è penso sia quella giusta. Noi siamo lì, siamo i primi inseguitori, cercheremo di stare in quella zona di classifica, una volta che ci siamo arrivati vogliamo mantenerla. Mancano tre partite alla fine del girone di andata, vogliamo fare più punti possibili e vediamo dove chiudiamo”.

Già, tre partite per il primo bilancio della stagione. Tre esami molto diversi tra loro, ma ognuno con un carico di insidie. Ma finire senza passi falsi darebbe ancora più impulso ad una classifica già estremamente interessante.

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