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Desolati punge Kean: «Se la tibia non è rotta deve giocare»

L'ex attaccante viola perplesso sull'infortunio del centravanti: «A Firenze non si può stare a prendere in giro le persone»

Durante un collegamento con Lady Radio, l'ex attaccante della Fiorentina Claudio Desolati ha commentato le recenti polemiche attorno a Moise Kean, sollevando forti dubbi sul suo rendimento e sulla gestione del suo stop fisico.

NON E' PIU' LUI. «Personalmente sono un grande estimatore di Kean, ma nell’ultimo periodo deve essere successo qualcosa perché non è più lui. Non so quali siano le condizioni reali del suo infortunio, ma un giocatore del genere va trattato diversamente. Nelle ultime settimane è cambiato, e quando uno non sta bene non può dare il 100%».

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DUBBI. «Sinceramente devo ancora capire che infortunio abbia. Anche io mi sono fratturato la tibia due volte in carriera, so di cosa parliamo. Nel suo caso non si parla di una frattura: se la tibia non è rotta non capisco perché non giochi. Con i parastinchi moderni non ci dovrebbe essere alcun problema. Oltretutto a volte gioca e a volte no, vorrei capire davvero cosa c’è dietro».

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CESSIONE? «Se fossi il presidente di una squadra ci penserei mille volte prima di acquistarlo. Se poi devo vedere le partite della Nazionale e vederlo indemoniato, qualche domanda me la faccio. Se oggi fossi la Fiorentina rifletterei bene: Kean costa un sacco di soldi rispetto a quello che ha fatto vedere quest’anno. Se deve rimanere a Firenze non può farlo per prendere in giro le persone».

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