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Dal piede invertito al ‘nuovo’ movimento del 9. Italiano e il lavoro sull’attaccare benissimo

Col Cagliari nuove soluzioni viste per la finalizzazione. Il repertorio della manovra offensiva si amplia. Italiano continua il lavoro sull’attaccare benissimo

“Difendere bene, attaccare benissimo”. Vincenzo Italiano si presentò con questo motto il primo giorno di Fiorentina. Dopo 9 giornate è presto per tirare bilanci, che sarebbero falsati dal calendario e dall’aver avuto o meno a disposizione alcuni calciatori di rientro dal SudAmerica, ma qualcosa di diverso in fase offensiva si è già visto e apprezzato.

PRIMA E DOPO IL CAGLIARI. Prima della gara col Cagliari dell’ultimo turno, in virtù del passaggio a vuoto di Venezia, era emerso un problema gol per la Fiorentina. Al Penzo, d’altronde, non si era visto niente della fase offensiva targata Italiano, rimasta al palo sia per gol segnati che per occasioni create.

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Se è vero che molte delle reti siglate dai viola prima del Cagliari erano arrivate su calcio di rigore, è altrettanto vero che i presupposti creati per buttarla dentro erano stati diversi e svariati nelle gare precedenti. Contro i sardi, la bontà del lavoro del tecnico viola sui movimenti d’attacco è tornata in mostra con prepotenza.

CALCIO DA FERMO. Due reti su tre col Cagliari sono arrivate da calcio piazzato, con un rigore trasformato da Biraghi e una punizione magistrale di Vlahovic. Col penalty del capitano salgono a quota 4 i gol dagli undici metri della Fiorentina in stagione, con anche due reti arrivate su sviluppi di tiri dalla bandierina, diversi tra loro: con la Roma, alla prima giornata, venne utilizzato lo schema palla indietro di Biraghi (dasinistra) per Pulgar che crossa sul secondo palo per il gol di Milenkovic, schema più volte riproposto in varie gare senza lo stesso esito.

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Col Napoli, invece (con corner sempre da sinistra), palla lunga sul secondo paloper la sponda di Vlahovic che la rimette dentro: schema visto due volte con gli azzurri, che ha portato al gol di Quarta. I MOVIMENTI DI VLAHOVIC.

Il secondo gol siglato dalla Fiorentina col Cagliari è esattamente ciò su cui sta lavorando da Moena Italiano. “A Vlahovic sto chiedendo di fare movimenti diversi”, disse nelle prime dichiarazioni da tecnico viola l’ex Spezia, sottolineando la necessità per il centravanti di mettersimaggiormente a servizio della manovra offensiva piuttosto che pensare solo alla finalizzazione.

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Presto fatto: movimento spalle alla porta del serbo, controllo e palla in profondità per l’esterno che scatta sulla linea del fuorigioco, accompagnato dall’altro esterno, per un’azione da manuale del calcio moderno. “Dobbiamo migliorare nel riuscire a servire Vlahovic”, ha anche detto nei giorni scorsi Italiano.

Sì perché nello sviluppo delle trame offensive, fin qui, è mancato qualcosa nella fase di assist per la punta centrale. RECUPERO E IMMEDIATA RIPARTENZA. L’altra azione da manuale del ‘Vincenzo Italiano pensiero’ è quella col Torino che portò Vlahovic a siglare il gol del 2-0.

Lì, il servizio al centravanti da parte di Bonaventura fu perfetto, così come il movimento del serbo, ma a fare la differenza fu uno dei mantra di Italiano: recuperare il pallone aggredendo, e far ripartire subito l’azione offensiva.

In quel caso fu Duncan ad eseguire alla lettera questa richiesta. PIEDE INVERTITO, CON DOPPIA OPZIONE. Col Cagliari, inoltre, si è vista una maggior efficacia dell’esterno apiede invertito. Saponaraa sinistra è andato ad un passo dall’eurogol con quel tiro a giro che si è stampato sul palo, oltre a fornire l’assist per Nico Gonzalez, che tuttavia si è ritrovato sul piede debole un cioccolatino su assist di Bonaventura, sprecando.

Altra tipologia di soluzione la si è vista con Gonzalez che va via a destra e cerca il passaggio basso in mezzo, con Vlahovic che di tacco non è riuscito a deviare in rete il pallone. Il piede invertito di Saponara offre più modalità di arrivare alla conclusione.

Col Genoa, infatti, Saponara prima segnò partendo da sinistra, accentrandosi e sparando sul secondo palo, con anche il là al gol di Bonaventura non solo nell’assist sulla respinta di Sirigu, ma anche e soprattutto nell’attesa della sovrapposizione di Biraghi con conseguente cross basso in mezzo.

CON NICO A SINISTRA. Quando Nico Gonzalez, invece, è stato a schierato a sinistra, si è vista una svariata ricerca della conclusione in porta. Dal pallone in mezzo tagliato sul secondo palo, come in occasione del gol di Sottilall’Inter alla bordata dello stesso Gonzalez da fuori con il Torino, su movimento ad accentrarsi di Castrovilli da sinistra.

Insomma, una raffica di differenti tipologie di arrivare al tiro che esemplificano al meglio l’attaccare benissimo di Italiano, con la necessità evidenziata alla vigilia del match coi sardi di poter sfruttare anche i centimetri dei difensori (l’anno scorso più prolifici davanti), e di continuare a trovare il modo migliore di sfruttare le doti dei propri calciatori d’attacco.

Non solo il centravanti, ma anche e soprattutto gli esterni. Se Gonzalez e Saponara hanno già fatto vedere qualcosa, le prossime risposte sono attese da Callejon e Sottil.

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