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Dai “75 contratti in essere, di cui 60 non funzionali” ad oggi. 700 giorni dopo, l’impiccio degli ‘esuberi’ da piazzare e ‘l’altro mercato’

Dai “75 contratti in essere, di cui 60 non funzionali” ad oggi. Oltre 700 giorni dopo, l’impiccio degli ‘esuberi’ da piazzare e ‘l’altro mercato’ per la Fiorentina

 “La società ha 75 contratti in essere, di cui circa 60 non sono funzionali al nostro progetto. Si parte da una situazione dove è necessario snellire”. Tra le prime dichiarazioni di Daniele Pradè, nella prima estate di gestione Commisso, e oggi sono passati due anni.

Oltre 700 giorni dopo, tuttavia, il problema dei tanti esuberi che la Fiorentina ha in rosa resta quasi tale e quale. SITUAZIONI EREDITATE E ALTRI FLOP. Se è vero che molti di quei giocatori non funzionali che si ritrovò alla prima estate di lavoro Pradè erano ‘situazioni ereditate dalla gestione precedente’, è altresì vero che , al netto di tagli e cessioni, altri esuberi si sono aggiunti nell’ultimo biennio.

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Nelle 4 sessioni di mercato precedenti a quella appena iniziata, la Fiorentina ha toppato più di qualche innesto. Molti, per fortuna, sono arrivati in prestito e rispediti al mittente, come Ghezzal, Badelj, Agudelo, Barreca, Malcuit, Cutrone, costati pochi milioni di euro complessivi per prestiti onerosi poi non confermati attraverso il diritto di riscatto.

Qualcuno, invece, arrivando a parametro zero ha rappresentato solamente costi salariali piuttosto che di trasferimento, come Borja ValeroCallejon. Qualcun altro, tuttavia, è costato sia in termini di ingaggio che di cartellino senza rendere come Boateng e Kokorin (inoperoso fin qui).

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Se quasi tutti i sopra citati sono già stati tagliati, con ad esempio la rivendita di Pedro che è stata finanziariamente indolore, e altri che sono stati venduti a prezzi di saldo, come Ceccherini, Hancko, Vitor Hugo, Lafont e Veretout, con quest’ultimo ceduto a prezzi ribassati per la volontà palese di lasciare la Fiorentina.

Tanti, invece, i giocatori considerati non funzionali, provenienti dalla gestione precedente, portati a scadenza o regalati. Da Eysseric a Maxi Olivera e Cristoforo, passando per Dabo (500 mila euro incassati più il giovane Gentile, a sua volta rispedito al mittente), Marozzi, Maganijc, Fruk, Illanes, Salifu, Gori, Zehknini, Hristov, Baroni, Lakti, Diawara, Benassi (che è di nuovo tornato alla base), Graiciar, Meli, Trovato, Rasmussen, Koffi, Thereau, Laurini (500 mila euro dal Parma), Minelli, Baez, Pinto, Bangu, Mosti, Schetino, Zanon, Ghidotti, giusto per citarne alcuni.

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Molti dei sopracitati, come detto, provenivano dalla gestione precedente, con risorse lasciate in eredità ed esuberi di lungo corso. Ad oggi, la Fiorentina si ritrova ancora una schiera di giocatori a cui trovare sistemazione, e un’altra di calciatori acquistati a peso d’oro che attendono di sapere cosa sarà del proprio futuro.

Da Lirola a Duncan, passando per Kokorin, Callejon e Kouame. Il problema degli esuberi, insomma, due anni dopo è ancora in essere. Se Saponara potrebbe essere una risorsa con Italiano, che lo ha avuto allo Spezia, tantissimi giovani sono destinati ad altri prestiti da cui torneranno ancora e ancora.

Luca Ranieri, Zurkowski e Terzic, assieme all’annoso caso Montiel, che nonostante si avvicendino i tecnici alla fine non trova mai spazio, rappresentano le uniche possibili risorse da cui o monetizzare o attingere in un prossimo futuro.

Per gli uomini mercato viola, tuttavia, resta un ‘altro mercato’ sul quale dover lavorare, come da due anni a questa parte.

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