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Da sosta a sosta, nuove difficoltà e un trend da mantenere. La forza dello spogliatoio per gestire il caso-Vlahovic

Cinque partite nel prossimo ciclo, tra prove di forza da confermare e la sfida alla Juve a chiudere il cerchio. Ma Italiano dovrà gestire il momento più delicato

E' probabilmente il momento più delicato da quando allena la Fiorentina. Una settimana di sosta dal campionato per le Nazionali, ma per Vincenzo Italiano inizia una nuova fase della sua esperienza in viola. Il 'ciclone' che ha investito il mondo gigliato sette giorni fa, con lo strappo tra la società e Vlahovic, va infatti saputo gestire con cura.

Se fino ad ora era andato praticamente tutto nel verso giusto, con ottime prestazioni, risultati oltre le aspettative e amare sconfitte solo contro le 'grandi', adesso c'è un discreto scalino da affrontare. Soprattutto a livello psicologico.

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SERENITA'. "Serve un salto mentale", aveva detto Italiano dopo il ko con il Napoli, riferendosi alla consapevolezza delle proprie idee e della propria forza anche contro le grandi squadre. E anche dopo episodi sfavorevoli. Ora, dal punto di vista proprio mentale, lo step dovrà essere doppio.

"Nessuno si permetta di minare la nostra serenità", le parole del tecnico proprio prima dell'ultima gara, quando Commisso aveva fatto trasparire il proprio fastidio per i 'rimpalli' tra Dusan e l'agente. Insomma, l'allenatore forse aveva 'fiutato' la situazione, e da persona che vive il calcio h24 e che è dentro questo mondo da quasi 30 anni, sa quanto possano essere delicati gli equilibri in un gruppo che sta cercando la propria via.

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E quanto l'entusiasmo, che trascina tutto l'ambiente, vada cavalcato e preservato il più possibile. REAZIONE. "Vlahovic ha ancora due anni di contratto. E’ un professionista serio. Darà tutto per la Fiorentina. Credo che quando ci sarà da andare in campo e spingere forte lo farà, sempre. Mi auguro non interferiscano problemi extracalcistici.

E mi fermo qui. Parlare adesso di come sostituirlo, con il mercato tra tre mesi, ha poco senso",ha ribadito domenica Italiano. Insomma, al netto di quello che succederà a gennaio o a giugno, l'allenatore tratterà il suo centravanti così come ha fatto finora.

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Da titolare inamovibile, visto che peraltro le alternative scarseggiano (Kokorin deve ancora dimostrare di poter dare un ricambio all'altezza). Come reagirà il gruppo, invece? "Non siamo preoccupati dalla situazione di Vlahovic",ha sottolineato Venuti, uno dei leader dello spogliatoio.

"E’ una cosa che riguarda lui e la società. Noi siamo tranquilli anche perché Dusan ha sempre dato il massimo in allenamento e in partita. Il singolo emerge quando tutta la squadra rema dalla stessa parte. Quindi non siamo e non sono preoccupato dalla sua situazione, conta solo quello che stiamo facendo come squadra“.

GRUPPO. Insomma, dallo stesso Venuti a capitan Biraghi, da Bonaventura a Saponara, i trascinatori nello spogliatoio sono chiamati a dare qualcosa in più per 'ammortizzare' la bomba mediatica piovuta sulla Fiorentina. Un gruppo che finora si è dimostrato granitico, riunito intorno alle idee del proprio allenatore e alla sua gestione dei rapporti.

E che adesso sarà chiamato ad un ulteriore esame. In passato di fronte a situazioni simili qualcosa si incrinò, basti pensare ai giorni della cessione di Chiesa. Adesso bisogna cercare in tutti i modi la via giusta per non interrompere la marcia di una macchina che viaggia spedita.

NIKOLA E DUSAN. Non farsi condizionare, insomma, da un ragazzo di 21 anni che ha scelto di non far parte della Fiorentina del prossimo futuro. Appellandosi, però, a tutta la professionalità di un giocatore che fin qui non ha mai fatto mancare impegno, dedizione e applicazione.

Come fece in estate Milenkovic, ad esempio, che anche se pareva destinato ad andar via si allenava giorno dopo giorno al 100%, stupendo anche Italiano. Fino al rinnovo per un altro anno. Nikola, con la sua scelta, ha dato anche più forza alla Fiorentina per una futura cessione, mentre Vlahovic ha chiuso la strada anche ad un rinnovo che non l'avrebbe 'legato' a Firenze (vista la clausola rescissoria).

DA SOSTA A SOSTA. In ogni caso, al di là del mercato e del futuro, da oggi la testa dovrà tornare sul campo. Lo stesso Milenkovic è atteso in città visto lo stop fisico in Nazionale, Vlahovic rientrerà mercoledì, poi via via gli altri fino ai sudamericani, che torneranno tra venerdì sera e sabato mattina.

Nel mirino la trasferta di Venezia, che lunedì 18 aprirà il nuovo ciclo. Da sosta a sosta, cinque partite in meno di tre settimane. La trasferta in Laguna, il Cagliari in casa (domenica 24), poi l'infrasettimanale a Roma contro la Lazio di Sarri (mercoledì 27) e la sfida allo Spezia al Franchi (31), fino a Juve-Fiorentina di sabato 6 novembre.

Cinque partite che racconteranno ancor di più le prospettive di questa Fiorentina. Se dopo le prime 7 gare ci sono state 4 vittorie e 3 sconfitte, per il 5° posto momentaneo a 12 punti, i viola dovranno continuare a far valere la propria forza contro squadre di pari o più basso livello.

Cercando invece di gestire meglio le sfide contro le grandi. I RISULTATI PER SCACCIARE QUALCHE NUVOLA. Niente tabelle, ma è chiaro che riuscire a confermare il trend vincente contro le medio-piccole, per poi provare a giocarsela con la Lazio ma anche con la Juve, darebbe ulteriori convinzioni a tutto l'ambiente.

Anche se si sa, in Serie A ogni partita nasconde mille insidie. E vincere non è mai scontato, anzi. Importante sarà mantenere l'identità di gioco, registrare la fase difensiva in particolare negli errori dei singoli, e riuscire a concretizzare di più davanti.

Già, dove al netto di tutto ci sarà ancora Vlahovic. Il finalizzatore principale di questa Fiorentina. Si ripartirà da Venezia,dopo tre vittorie di fila fuori casa. Solo i risultati (e magari altri gol di Dusan) potranno scacciare qualche nuvolone che minaccia di compromettere l'ottimo percorso dei viola.

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