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Da Dybala a Insigne, fino a Vlahovic: il tempo pesante dei rinnovi. Strapotere dei procuratori

Su La Gazzetta un interessante approfondimento su una situazione parecchio complicata per tanti club, italiani e non solo

'Il tempo pesante dei rinnovi', si legge in un approfondimento su La Gazzetta dello Sport. Si parte da Dybala: l’abbiamo visto accendere lampi, inventare giocate dal nulla, ma quasi mai spalmare la continuità di una presenza affidabile, trasmettere la certezza del faro illuminato sempre. È il tempo di cambiare, forse la svolta è vicina.
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Dopo oltre sei anni di convivenza la Juve scommette su questo salto di qualità. ALLENATORI. C’è una logica nella scelta della Juve ed è legata allo sguardo di Allegri. Qualche volta i tecnici hanno ancora voce in capitolo. Il caso di Lorenzo Pellegrini, che ha rinnovato con la Roma su indicazione di Mourinho, dice molto. Questo è un momento cruciale per i contratti in scadenza nel prossimo giugno.

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Il tempo diventa una parola chiave. Ogni squadra ha il suo grongo, una situazione che scotta e potrebbe condizionare il rendimento dei giocatori interessati o implodere in negativo nella squadra. I NODI DEGLI ALTRI. A che punto è Insigne col Napoli?

Sembravano distanti anni luce e poi molto vicini: presto vedremo. Le montagne russe hanno ricadute sul campo? Beh, dopo aver contato i rigori sbagliati e aver visto Insigne in azzurro a San Siro con la Spagna, viene da pensare che l’incertezza non è una buona compagna di strada.

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Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha scelto la via della chiarezza con Belotti: offerta super e presa d’atto di un “sì” del Gallo che non arriva. L’Inter sta correndo dietro a Brozovic e nei possibili aumenti del nuovo contratto col croato le tocca fare i conti di quanto guadagnano gli ultimi arrivati, per adeguare le cifre.

Cosa deve fare il Milan con Kessie che, nonostante le offerte, non rinnova? Si mormora che ci siano altre squadre, tipo il Psg, dietro al rifiuto dell’ivoriano. Farà la fine di Donnarumma? Certo è strana la giostra delle scadenze.

A Parigi si lamentano per le intrusioni del Real su Mbappé, che sarà libero a giugno, ma in giro non si vede molta gente senza peccato. PROCURATORI. Se nessuno giocasse la carta del costo zero (per modo di dire, visti i versamenti ai procuratori) il problema dei rinnovi non si porrebbe in termini così diffusi e un po’ drammatici.

Quello che dà più fastidio è l’ambiguità di molte scelte perché non tiene conto del sentimento dei tifosi. Il calcio è un business, certo. Però non produce lavatrici, l’aspetto emotivo ha qualche importanza. La vera questione è trovare un onesto punto di equilibrio.

La Fiorentina con Vlahovic ci prova. Riuscirà a venderlo prima della scadenza? Forse è tempo di pensare a qualche regola nuova che tuteli i club davanti allo strapotere dei procuratori e ai prossimi, inevitabili, giri di giostra.

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