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Corvino: "Vlahovic pronto per la Juve. Per Milenkovic rifiutati 40 mln. Berardi fu a un passo"

L'ex dirigente della Fiorentina parla dei giocatori portati in viola, e di un colpo mancato. Su Dusan: "Ero spaventato, ora..."

Intervista su Tuttosport per l'ex ds e dg della Fiorentina Pantaleo Corvino, che parte da due aneddoti di giocatori presenti all'Europeo: «Berardi, nella mia ultima stagione alla Fiorentina, è stato a un passo.

Lo straniero? Alexander Isak, il 21enne attaccante della Svezia, da giovanissimo lo portai a Bologna in prova per alcuni giorni. Sono certo che diventerà un big».  

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MILENKOVIC E VLAHOVIC. Chi sta stupendo di più dei due? «Nessuno, li considero due conferme.

E vi spiego perché. Per Milenkovic, a gennaio dell’ultima mia stagione alla Fiorentina, i Della Valle, e lo dico senza paura di poter essere smentito, rifiutarono 40 milioni di euro più bonus dal Manchester United. Per Vlahovic, invece, spaventai il mio club quando nel 2017, per un ragazzo del 2000 extracomunitario e non ancora tesserabile, pagai anticipatamente 1,5 milioni al Partizan per chiudere subito la trattativa e strapparlo alla futura concorrenza.

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Per trovare l’accordo con il giocatore, e farlo firmare, dovetti aggiungere il primo dei cinque anni di contratto a quello successivo, quando arrivò fisicamente a Firenze. Lo ammetto, dopo la firma ero spaventato. Sono convinto che se ne accorse pure il padre di Vlahovic, il quale mi disse: “Direttore, sono sicuro che stai portando a Firenze il nuovo Batistuta”.

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Rivolgendomi anche alla madre, risposi: “Beh, io ero convinto, invece, di aver portato un nuovo Luca Toni”. Ci fu una risata generale. Eravamo in una stanza d’albergo, lo ricordo come se fosse oggi».  

PRONTO PER UNA BIG. «Quando Dusan non giocava ancora con continuità nella Fiorentina, mi chiamò un cronista per domandarmi cosa ne pensassi».

La sua risposta? «Vlahovic è un titolare. La qualità non ha età. Vlahovic adesso potrebbe fare il centravanti sia nella Juventus sia nel Liverpool o nel Tottenham».

JUVE TRA VLAHOVIC, GABRIEL JESUS E ICARDI. «Dipende anche dalle idee dell’allenatore.

È una domanda più per Allegri che per me. In ogni caso parliamo di grandi attaccanti. Con Dybala serve un nove che garantisca soprattutto profondità, quindi un calciatore con le caratteristiche di Vlahovic».  

TECNICO RIVELAZIONE.

«Due anni fa, in una intervista, risposi alla stessa domanda citando un nome che suscitava molte perplessità perché in quel momento stava lottando per evitare i playout in Serie B, con il Venezia. Era Alessio Dionisi, che l’anno precedente avrei voluto portare nella Primavera della Fiorentina dall’Imolese.

Confermo lo stesso nome. Dionisi, dopo aver vinto il campionato di B con l’Empoli, può essere la rivelazione alla guida del Sassuolo. E sicuramente si ripeterà anche Semplici a Cagliari».  

CONTE E GATTUSO. «Non so chi avesse il dente cariato, ma quando fa male è meglio toglierselo subito».

MIGLIOR COLPO. «In entrata Luca Toni, diventato Scarpa d’Oro a Firenze: un grandissimo orgoglio. Non ricordatelo troppo, però, perché ancora adesso fa arrabbiare il mio amico Rino Foschi (risata). La migliore cessione? Se avessi chiuso Chiesa già nel 2019 alla Juventus, avrei portato alla Fiorentina più di 100 milioni grazie a tre cessioni ai bianconeri: 25 per Felipe Melo, 40 per Bernardeschi e poi Chiesa».

  

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