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CorSport: Vlahovic e l'esempio Donnarumma. E' fortissimo, ma non al livello dei big

Su Dusan, così come sul portiere del Milan, c'è stata chiarezza. Dopo Bernardeschi e Chiesa via anche il serbo. Che deve crescere per arrivare al top

Così Vlahovic ha deciso: non sarà lui il centravanti della Fiorentina del domani.

Dopo Bernardeschi e Chiesa anche il giovane Dusan lascerà Firenze. Tre cessioni per un totale di 160-170 milioni, euro più, euro meno, dipende quanto porterà Vlahovic nelle casse del club viola. Questa vicenda è stata un esempio di chiarezza, così come aveva fatto il Milan con Donnarumma: "Più di questi non ti diamo e se non ti bastano puoi accomodarti alla porta tu e il tuo procuratore".

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E al suo posto ha preso un portiere formidabile come Maignan. Un bel segnale per il calcio italiano, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

DEVE COMPLETARSI. Vlahovic è un attaccante fortissimo, nel campionato scorso i suoi 21 gol hanno portato la Fiorentina alla salvezza.

In questo campionato è già a quota 4, più due in Coppa Italia. E’ fortissimo ma non ancora compiuto, come non lo era Chiesa quando ha lasciato Firenze. Ha ventun anni, è stato titolare in Serie A per la prima volta nella stagione scorsa e non da subito.

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C’è voluto Prandelli per battezzarlo definitivamente. Ha tutto per sfondare, ma ha ancora qualcosa da imparare. Per esempio deve affinare i movimenti col resto della squadra. La Fiorentina 2020-21 giocava in sua funzione, questa ha cambiato registro fin dall’inizio: accanto a Gonzalez e Callejon deve muoversi con più sintonia.

ALTI LIVELLI. Non è ancora pronto a prendere il posto di Lewandowski o di Benzema o di Luis Suarez, ma è destinato a una grande carriera, può arrivare al livello di quei tre. Ha forza, carattere, voglia di imparare, un sinistro terrificante, ha un forte senso di responsabilità, non lascia mai la squadra da sola, non resta mai ad aspettare il gioco, è lui a favorirlo.

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La Fiorentina perderà un giocatore che a qualche romantico sognatore aveva fatto tornare in mente un certo Batistuta. Ma il calcio, ahinoi, non è fatto per i romantici e tanto meno per i sognatori.  

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