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CorSport - Gol pesanti, salvezza e il sogno nazionale: 'Fagiolic' adesso non ha più tempo da perdere

Il centrocampista piacentino sta convincendo sempre di più nel ruolo di regista. Obiettivo riprendersi la maglia azzurra

« Ormai ho 25 anni e non ho più tempo di perdere ». È una frase di chi solo in apparenza guarda indietro al passato per recriminare, ma piuttosto volge lo sguardo al futuro per prendersi quello che sa di poter prendersi. Altrimenti non la pronuncerebbe nemmeno. È una frase di Nicolò Fagioli, detta in una serata di musi lunghi per la sconfitta senza giustificazioni contro lo Jagiellonia. Priva ovviamente di sorrisi ad accompagnarla, nella frase c’era la rinnovata consapevolezza del centrocampista piacentino di poter guidare la Fiorentina alla salvezza come obiettivo obbligato, dopo averla in qualche modo salvata dall’eliminazione con il gol dell’1-3 che rimetteva la squadra di Vanoli in direzione degli ottavi di Conference. « E la Nazionale è il sogno di ogni calciatore, ma ci penserà Gattuso». Anzi, sono due gli obiettivi, scrive il Corriere dello Sport - Stadio .

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FAGIOLIC. Uno correlato all’altro, perché se chiamata del ct sarà, per altri playoff e con un peso specifico nemmeno paragonabile, vorrà dire che Fagioli sta continuando a fare quello che sta facendo ormai da oltre due mesi, precisamente dalla partita contro il Verona al Franchi del 14 dicembre. Un’altra delle tante di questa stagione terminata con una sconfitta per la Fiorentina (allora la terza consecutiva con ultimo posto in classifica incorporato, contestazione forte e orizzonti più bui che non si può), mentre invece l’ex Juventus accendeva il primo segnale di ciò che poi, una conferma dietro l’altra, sarebbe diventato una prova provata: Nicolò era tornato. Non ha più sbagliato neanche una partita Fagioli o, per meglio dire, Fagiolic. Ispirato, preciso, talentuoso di un talento non sprecato e messo al servizio dei compagni grazie a pensiero veloce, visione illuminata per vedere ciò che gli altri spesso non vedono e piedi di velluto. Udinese, Parma, Cremonese, Lazio, Milan e via via tutte le altre fino al Pisa, sempre in campo dall’inizio (sembra scontato, non lo è) lasciando pochi spiccioli qua e là ai novanta minuti totali e se è successo al Franchi era per ricevere la standing ovation dei tifosi viola: Vanoli non ci rinuncia più dall’inizio alla fine ed è la dimostrazione che si è affidato al numero 44 per far uscire la Fiorentina dall’incubo.

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GOL PESANTI. E un po’ alla volta Fagioli sta dando ragione al proprio allenatore, aggiungendo ad alcuni assist anche un paio di gol pesanti: il riferimento, oltre che a quello allo Jagiellonia, è soprattutto al vantaggio viola al Sinigaglia per aprire la strada ad una vittoria fondamentale, ma non è stato nemmeno il gol che si definisce di pregevole fattura a far “rumore” quanto il fatto che Nicolò fosse lì, caparbio e convinto, a conquistare il pallone al limite dell’area del Como. Due mesi fa non ci sarebbe stato, forse nemmeno ci avrebbe pensato. Adesso sì, adesso vuole il pallone per dare qualcosa di concreto alla Fiorentina. Per salvarla. E perché non ha più tempo da perdere.

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