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Corriere Fiorentino: per la salvezza la Fiorentina dovrà sudare. Ora il Cagliari

Vince la Lazio, viola a tre punti dalla zona rossa della classifica. Un altro infortunio per Ribéry: col Cagliari è a rischio

Le feste, appena cominciate, son già finite. E così la Fiorentina, che era andata in ferie prima di Natale col trionfo di Torino sulla Juventus, vede volar via con l’Epifania tutto l’entusiasmo che quel successo aveva portato con sé.

E invece, nel nuovo anno, si è presentata la versione più triste di una squadra che, evidentemente, proprio non riesce a cambiare marcia. Lo scrive il Corriere Fiorentino. Due partite nel 2021 e un solo punto, con una classifica che dopo il 2-1 di ieri con la Lazio addirittura peggiora.

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Grazie alla vittoria dello Spezia a Napoli i viola sono a tre punti dal terzultimo posto. E domenica al Franchi arriverà il Cagliari. Non sarà (ancora) uno spareggio, ma poco ci manca viste le difficoltà della squadra di Di Francesco, che arriva da tre sconfitte consecutive.

Quanto visto all’Olimpico non ha fatto altro che confermare una sensazione che sta via via trasformandosi in certezza. I viola, per salvarsi, dovranno sudare fino alla fine. Passano le partite infatti, ma i limiti restano. Noti, evidenti, ma sui quali anche Cesare Prandelli continua a sbattere senza trovare la soluzione.

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Ha pure cambiato qualcosa ieri. Ha ripresentato Bonaventura nel ruolo di mezzala, riportando Amrabat in regia e riproponendo Venuti (e non Caceres) sulla destra. E poi la difesa dove, per la prima volta, ha riposato Milenkovic.

Al suo posto, Quarta. Una mossa rischiosa, considerando il rendimento del serbo. Forse troppo. Tanto è vero che dopo cinque minuti la Lazio era già in vantaggio. Il marcatore? E chi, se non Caicedo. L’uomo che, smentite di Pradè a parte, sta (da tempo) in cima alla lista degli obiettivi viola.

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Primo pallone toccato, e gol. Ecco perché piace tanto. Certo, la (non) difesa della Fiorentina l’ha aiutato parecchio.

Inaccettabile, per una squadra che ha un disperato bisogno di punti, presentarsi con tanta morbidezza e superficialità

Anche perché, si sa, questa è una squadra che fatica a segnare. Perché il ritmo è sempre lo stesso (lentissimo) e manca terribilmente qualcuno capace di saltare l’uomo, creando superiorità numerica. Trovarsi sotto dopo neanche dieci minuti, dunque, significa ritrovarsi con un Everest da scalare.

E infatti, la reazione, non ha portato a niente. Un tiro di Vlahovic, in tutto il primo tempo. E stop. Con l’aggravante dell’aver perso Ribéry per un guaio fisico accusato già nel riscaldamento. Per sostituirlo, Prandelli, ha scelto Eysseric, lasciando a lungo in panchina sia Callejon che Kouame.

Col senno di poi, una decisione sbagliata. Basta pensare a quanto successo quando i due sono entrati in campo. Niente di eccezionale, sia chiaro, ma con due punte (e con lo spagnolo nel suo ruolo) i viola hanno trovato come per magia profondità e peso offensivo.

Peccato che nel frattempo fosse arrivato il 2-0 di Immobile. L’ennesimo gol (il sesto) perso su calcio da fermo. Nel finale, poi, il rigore di Vlahovic (quinto centro stagionale) e l’occasione, con Callejon, per trovare addirittura il pareggio.

Un sussulto tardivo, però. E inutile. Ora, il Cagliari. Con un imperativo: vincere.

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