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Corriere di Bologna: la Viola vive sull'eredità di Corvino. Pulgar cercava il salto, ma...

'Vecchi' campioni, giovani ed errori: l'analisi tra similitudini e differenze tra la Fiorentina di Commisso e il Bologna di Saputo

Quando ad agosto 2019 Erick Pulgar varcò l’Appennino, passando dal Bologna alla Fiorentina cercando un salto di qualità, ci aveva visto giusto solo in minima parte: aveva capito che quel salto non sarebbe arrivato presto in casa rossoblù ma non lo ha certo trovato nel club di Rocco Commisso.

I primi due anni di gestione del patron italoamericano hanno visto i viola veleggiare per lo più in zona-salvezza, ad eccezione di uno sprint nel finale dello scorso campionato che ha portato la Fiorentina a chiudere decima a 49 punti.

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Così scrive il Corriere di Bologna. DIFFICOLTA'. «A Bologna Saputo fino ad oggi non ha mai fatto 49 punti e Saputo è la famiglia italiana più ricca del Canada», disse con orgoglio Commisso a fine stagione. Quest’anno a 49 probabilmente non ci arriverà nessuna delle due — i viola dovrebbero vincerle tutte da qui alla fine, il Bologna fare 11 punti su 15 — e il minimo comune denominatore delle due realtà rimane la parte destra della classifica: patemi ridotti a zero per i rossoblù, che hanno trovato in Mihajlovic il tecnico capace di eliminare i rischi retrocessione, mentre deve ancora sudare la Fiorentina, a +3 sul terz’ultimo posto.

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E una pace in panchina mai trovata: da Montella a Iachini al primo anno di Commisso, quest’anno la staffetta Iachini-Prandelli-Iachini con Montella tuttora sotto contratto fino a giugno. EREDITA' DI CORVINO. Un problema serio, a cui bisogna aggiungere il mercato: i due anni di Pradé costruiti sull’usato sicuro (Caceres, Boateng e Ribery, poi Callejon e Borja Valero) hanno generato più un costoso cimitero di elefanti che un vero plus.

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Tant’è che la Fiorentina sul piano tecnico — e in chiave future plusvalenze — si regge sull’eredità di Pantaleo Corvino: Vlahovic, Milenkovic, Castrovilli e Dragowski, arrivati per un totale di 10 milioni, sono lo scheletro della squadra e rappresenteranno i gioielli del futuro mercato in uscita.

Cosa che non si può dire del trio Pulgar-Amrabat-Kouamé, costato 40 milioni. VALORE. In totale, secondo il sito specializzato Transfertmarktla Fiorentina vale 195 milioni contro i 140 del Bologna. A livello economico, però, il mercato dell’era Commisso è rimasto in equilibrio con le cessioni di chi era già in rosa quando comprò il club: nell’estate 2019 vennero ceduti Veretout, Simeone e Vitor Hugo per quasi 40 milioni mentre in quella 2020 il segno più lo ha portato Chiesa alla Juventus.

A livello di risultati sul campo Commisso per ora può sorridere solo col vivaio (due Tim Cup Primavera vinte, con Aquilani in panchina). FUTURO. Saputo, dal canto suo, l’allenatore giusto ce lo avrebbe già ma è alla vigilia di un mercato dove arriveranno cessioni importanti e in cui si dovrà anche trovare il modo di sostituire tanti giocatori esperti a fine ciclo (Santander, Medel, Palacio, Danilo e forse Poli), oltre ai gioielli in partenza: al sesto anno di serie A, l’unico segno più è previsto — forse — dal saldo dell’imminente mercato estivo, derivante dalla crescita importante di alcuni dei giovani sui quali il club aveva deciso di investire.

Per i salti di qualità sul piano prettamente tecnico, nonostante un monte-ingaggi da parte sinistra della classifica (ottava la Fiorentina, decimo il Bologna), sia Commisso sia Saputo dovranno invece attendere ancora.

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