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CorFio: Le battaglie (giuste) di Commisso e il bisogno di serenità

L'analisi del Corriere Fiorentino sulle battaglie della Fiorentina su indice di liquidità e regole del calcio. Ma i viola per prendere Italiano dallo Spezia...

Se la Fiorentina voleva mandare un messaggio forte e chiaro al campionato, c’è riuscita.

Non a Verona, ma mettendo nero su bianco l’indice di liquidità del club, chiedendo alle società concorrenti di fare altrettanto. La battaglia di Commisso e della sua Fiorentina sull’equità competitiva è sostenibile e va sostenuta, anche e soprattutto perché i vertici della Federcalcio non hanno gradito l’uscita del presidente viola.

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Così scrive il Corriere Fiorentino. TRA VLAHOVIC E ITALIANO. Commisso ha ragione quando si lamenta di dover concorrere con club che rimescolano con creatività i bilanci, che non pagano gli stipendi a fine mese ai propri dipendenti, che vanno sul mercato a cercare rinforzi senza curarsi delle voragini nei propri conti.

Con una postilla: ricordarsi che se si vuole fare il capopopolo è necessario rispettare sempre le regole, non farlo a intermittenza. Ricordarsi che non si può votare per mantenere la Salernitana in Serie A solo perché ci sono in ballo alleanze in Lega.

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Ricordarsi che si può cercare di fermare l’arroganza dei procuratori (altra battaglia sacrosanta) ma che se si accusano i famelici club di bussare alla porta di Vlahovic senza averne il diritto, perché il centravanti è ancora sotto contratto con la Fiorentina, allora non ci si può allontanare alla chetichella dopo aver contattato un dipendente dello Spezia (Italiano).

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È il mercato. TRANQUILLITA'. Sul campo la Fiorentina ha pareggiato due partite di fila, niente di male: i viola, tenendo Vlahovic, possono arrivare in Europa. Ma oggi, forse, più che di guidare una crociata, la squadra ha bisogno di protezione e tranquillità.

Lasciamogliela.

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