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CorFio - Fiorentina, oggi non c'è appello. Contro la Cremonese l'ennesimo dentro o fuori

La squadra di Vanoli si gioca l'ennesima sfida spartiacque della sua stagione. Nelle prossime settimane il calendario si complicherà

Un altro dentro o fuori, scrive il Corriere Fiorentino. Così come lo erano stati Verona, Udinese e Parma e prima ancora Sassuolo, Genoa e Lecce. La solita vigilia di passione e tormenti al Viola Park, in attesa di una scintilla che non vuole proprio scoccare. I cinque gol all’Udinese, cancellati dalla sconfitta del Tardini. Le settimane sono lunghe e le discussioni perniciose, buone sole a ingrossare il fegato dei tifosi delusi.

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L'ULTIMA SENZA PARATICI. La Cremonese è la prima partita a mercato aperto e l’ultima, si spera, senza Fabio Paratici. Due fattori non trascurabili perché non è facile, soprattutto per un allenatore, gestire il gruppo durante il mese delle trattative e lo è a maggior ragione alla Fiorentina, attesa da una vera e propria rivoluzione. Il piano, fatto trapelare in questi giorni, è noto: difendere Vanoli e cambiare quanto più possibile i suoi spenti discepoli. Nel frattempo, i viola giocheranno sei partite di campionato e l’ottavo di Coppa Italia con il Como. Il calendario, dopo la Cremonese, è una specie di Everest da scalare senza un attimo di respiro con Lazio, Milan, Bologna, lo scontro diretto con il Cagliari e Napoli.

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RADDOPPIARE LA VELOCITA'. Non solo. Il pareggio del Genoa contro il Pisa ha leggermente allontanato la salvezza, adesso a 6 punti, ma l’1-1 di Marassi offre ai viola la ghiotta opportunità di avvicinarsi a meno tre. Il dg Ferrari, in settimana, ha rielaborato la tabella per evitare l'umiliazione più grande nell’anno del centenario: servirebbero 7 vittorie e 8 pareggi da qui alla fine di maggio, per un totale di 29 punti che, sommati ai miseri 9 di adesso, porterebbero la Fiorentina a 38. Forse sono anche troppi. Ma il discorso è un altro. Per centrare i desideri del braccio destro di Commisso, Vanoli dovrebbe raddoppiare la velocità, portandola dall’attuale media di 0,70 a 1,40 a partita.

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ULTIMA SPIAGGIA. Ha ragione Ferrari quando dice che qualcosa si muove, ma i progressi sono minimi rispetto alle necessità ormai impellenti della classifica. Ecco perché quella di oggi è davvero una specie di ultima spiaggia, al di là del futuro dell’allenatore. La Cremonese non segna da tre partite, ma in trasferta ha vinto tre volte e ha fatto più punti che in casa. Nicola sa che ha davanti a sé un’occasione d'oro: quella di affossare una rivale nella corsa salvezza, oltre a regalare ai grigiorossi la prima vittoria della loro storia contro la Viola in campionato.

NERVI DISTESI E FEROCIA. La Cremonese, dall’alto dei suoi 21 punti, è una sorpresa e cova il desiderio, tra la visita nel rudere del Franchi e il Cagliari in casa giovedì prossimo, di prendere sei punti. Un piano ambizioso, che le permetterebbe di avvicinarsi sensibilmente alla salvezza già alla fine del girone di andata. La tattica per oggi è semplice, quella dei nervi distesi e della ferocia, che manca ai rivali. Bonazzoli, l’uomo dei gol impossibili e il totem Vardy proveranno a colpire la fragilissima difesa viola, bucata almeno una volta da 14 partite consecutive, Conference compresa.

TOCCA A PICCOLI. Vanoli sceglierà ancora la linea a quattro davanti al suo nuovo capitano De Gea, probabilmente optando per il rientro di Gosens e la conseguente esclusione di Ranieri (che era rimasto fuori anche a Parma, ma per squalifica). In attacco dovrebbe giocare Piccoli: una grande chance per lui, che ha segnato solo un gol in 13 partite di serie A e soprattutto ne ha sbagliati due clamorosi con Atalanta e Parma. Kean si è presentato al Viola Park solo ieri dopo un permesso accordato dalla società per problemi personali. Non stiamo a sindacare sui motivi che hanno allontanato il centravanti dalla squadra, ma è difficile immaginare che l’allenatore possa mandarlo subito in campo rischiando la ribellione dei compagni, rimasti invece in ritiro sin dal primo dell’anno. Kean potrebbe essere la carta della disperazione: speriamo non ce ne sia bisogno.


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