Vai al contenuto
×

CorFio - Costi alti e tanti esuberi: gli effetti dell'uscita dall'Europa e il duro lavoro che aspetta Paratici

L'esclusione dalle coppe europee dopo quattro anni complica i piani di ricostruzione del ds gigliato. Primo obiettivo sfoltire la rosa

Ogni medaglia, scrive il Corriere Fiorentino, ha due facce. Basta prendere la Fiorentina, e la dolorosa esclusione - dopo quattro anni - dall’Europa. Sarà pur vero che l’esperienza in Conference League ha lasciato poco rispetto agli sforzi profusi ma, qualcosa, ha comunque portato. Basti pensare, tanto per stare sul materiale, ai 15-16 milioni di media entrati in cassa in queste stagioni. Niente di nemmeno lontanamente paragonabile agli introiti che regalano Champions ed Europa League, ma soldi che facevano comodo e dei quali si dovrà invece fare a meno. E poi il (mancato) prestigio, certo, e soprattutto la necessità di mettere (pesantemente) mano alla rosa. Con un obiettivo: tagliare.

sponsored

SFOLTIRE. Perché l’anno prossimo ci sarà da gestire un solo impegno alla settimana e va da sé che l’allenatore, chiunque esso sia, chiederà al club di poter lavorare con un gruppo equilibrato. Ciò significa, appunto), che tra i primissimi compiti di Fabio Paratici ci sarà quello di sfoltire. Per contenere i costi, e per non riempire il Viola Park di esuberi. Missione complessa. Molto complessa. Basta pensare alla lunghissima lista di giocatori che rientreranno dai prestiti. Sono 17: Sohm, Beltran, Nzola, Richardson, Valentini, Amatucci, Bianco, Sottil, Moreno, Lucchesi, Martinelli, Barak, Infantino, Harder, Rubino, Caprini e Distefano; più altri sette-otto ragazzi di cui quattro - Scuderi, Ievoli, Presta ed Elia - in scadenza di contratto e quindi destinati a non far nemmeno rientro alla casa madre. E non ci vuole molto guardando quell’elenco - non esiste alcun obbligo di riscatto - a capire quanto sia difficile trovarne anche uno solo che possa giocarsi qualche possibilità (Martinelli escluso) di rientrare nei piani della Fiorentina. Forse Sohm, e stop.

sponsored

INCOGNITA KEAN. Un fardello che pesa su un monte ingaggi che ha già toccato punte elevate - sfiorati i 65 milioni - e che andrà quasi certamente ridotto. E così veniamo a un’altra questione complicatissima: Moise Kean. Uno che soltanto dodici mesi fa si era guadagnato un rinnovo da quasi 5 milioni netti a stagione e sul quale il ds dovrà fare profonde riflessioni. È ovvio infatti che in una logica di contenimento dei costi si possa pensare di sacrificarlo ma le ultime vicende rendono difficile pensare di trovar qualcuno disposto a pagare i 62 milioni della clausola che, anche quest’estate, sarà attiva tra il 1 e il 15 luglio. Il problema alla tibia infatti avrebbe già spaventato il Milan, così come non possono non far riflettere i potenziali acquirenti sia il decadimento nel rendimento, sia le vicende extra campo.

sponsored

MENO QUANTITÀ, PIÙ QUALITÀ. Il fatto di essere fuori dalle coppe europee porta con sé anche dei vantaggi. Due su tutti: ci si può concentrare solo sul campionato, e non si è sottoposti ai vincoli del fair play finanziario. Sia chiaro, però. Restano attivi i limiti imposti dalle norme Figc - per i quali la Fiorentina era abbastanza border line - per esempio sul costo del lavoro allargato, ma su quello, per esempio, si può lavorare inserendo in rosa quanti più possibili giovani italiani. Non a caso il club viola chiederà al prossimo tecnico grande coraggio e disponibilità nella gestione dei ragazzi. L’idea insomma sarebbe questa: diminuire la quantità di giocatori, ma aumentarne la qualità media puntando su calciatori giovani e dai costi di gestione (leggasi ingaggi) non troppo alti. «Vasto programma», direbbe qualcuno, ma il ds Paratici sapeva a cosa andava incontro e non è certo il tipo che si fa spaventare dalle difficoltà. Anzi.


Lascia un commento

ULTIME NOTIZIE