Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Congelato il trust. Adesso la Salernitana di Lotito è sul filo

La FIGC ha bocciato il trust proposto da Lotito per trovare una soluzione per la prossima Serie A del club campano

Dal sogno al rischio incubo. Dalla Serie A ritrovata dopo 23 anni alla paura che questa impresa sportiva svanisca nelle lungaggini burocratiche. Ieri mattina la città di Salerno s'è svegliata con la bocciatura, da parte della Federcalcio, della proposta di trust presentata venerdì dalle due società proprietarie dalla Salernitana (una del figlio di Claudio Lotito, Enrico, e l'altra di suo cognato, Marco Mezzaroma) per risolvere la questione della multiproprietà in base all'articolo 16 delle Noif.

sponsored

La federazione ha fissato una scadenza per risolvere i problemi: ore 20 di sabato 3 luglio. Scrive il Corriere dello Sport.

CONFLITTI

Da parte della Figc è stato evidenziato come, «in virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso, quello scelto dal club non sia un vero e proprio 'blind trust'».

sponsored

Con il termine "blind trust", si intende infatti l'amministrazione di un'impresa affidata a persone differenti dal proprietario, al fine di evitare conflitti d'interesse. Nella lettera inviata ieri dai legali federali emergono diverse questioni ritenute "poco chiare".

Innanzitutto: con quale criterio è stato scelto l'amministratore unico, il generale Ugo Marchetti? Marchetti è considerato troppo vicino a Lotito, il quale nel 2017 lo propose addirittura come presidente della Lega Serie A. Da approfondire anche le regole che gestiscono il rapporto tra i guardiani (il generale Vincenzo Coppo e il legale Matteo Giuseppe Masoni), l'amministratore e lo stesso trust, al quale mancherebbe la dotazione economica di indipendenza.

sponsored

Secondo la Figc, i soci non avrebbero messo la Salernitana nelle condizioni di sopravvivere autonomamente nei prossimi mesi. E i crediti che il club vanta dalla Lega di A non sarebbero sufficienti. Altro aspetto: la composizione "duale" del trust rappresenta in maniera troppo fedele l'attuale assetto societario.

Nella proposta spedita venerdì sera da Salerno non è presente un solo trustee, cioè chi mette le mani sul patrimonio, bensì due: uno per Enrico Lotito, l'altro per Mezzaroma.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento