Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Commisso ha ragione, ma ha senso oggi fare di Vlahovic il cattivo?

Smascherare pubblicamente un giocatore che fin qui si è sempre comportato da grande professionista è un rischio, soprattutto visto il momento dei viola

Le parole di Rocco Commisso sulla trattativa per il rinnovo di Dusan Vlahovic hanno scatenato un polverone attorno al centravanti serbo e al suo entourage. Il presidente della Fiorentina si è stancato dei giochini a cui si è dovuto sottoporre in questi mesi e ha svelato pubblicamente i retroscena di dinamiche difficilmente digeribili per la proprietà gigliata, trovando il plauso della maggioranza del popolo viola e scatenando l'inevitabile 'gogna mediatica' attorno a Vlahovic e ai suoi procuratori.

sponsored

Le dichiarazioni di Commisso sono perlopiù condivisibili. L'atteggiamento di rimbalzo di responsabilità tra giocatore e procuratore con l'evidente obiettivo di prendere tempo è a dir poco fastidioso ed è normale che il presidente ne sia fortemente risentito.

Oltretutto di fronte a una proposta che va ben oltre i parametri di stipendio che la Fiorentina in teoria potrebbe permettersi, nella quale è inserita una clausola rescissoria (da circa 80 milioni) alta ma abbordabile per le casse dei grandi club europei.

sponsored

Visti i tanti casi che stanno accadendo o sono accaduti negli ultimi tempi – Donnarumma, Kessié, Insigne, solo per citarne alcuni –, il sospetto è che l'entourage di Vlahovic si senta (purtroppo giustamente) in una posizione di tale vantaggio che non abbia alcuna intenzione di rinnovare, per favorire nella prossima estate una cessione alle condizioni dettate dal giocatore e non ai paletti fissati da una clausola rescissoria.

sponsored

Oltretutto, in caso di barricate da parte della Fiorentina il prossimo anno, Ristic e compagnia non si farebbero troppe remore a lasciare Vlahovic andare in scadenza e trovargli una sistemazione a zero tra due anni, ovvero il trend che va sempre più per la maggiore col passare degli anni.

In tutto questo c'è di mezzo un ragazzo, Vlahovic, che ha sempre dimostrato di amare Firenze e la Fiorentina e che proprio per questo vede incrinarsi il rapporto con il proprio pubblico, che ora lo vede come un traditore e non più come un beniamino.

La domanda da farsi è però questa: ha senso in questo momento della stagione fare di Vlahovic il cattivo? Lo sfogo di Commisso probabilmente punta a mettere alle strette lo stesso giocatore, ma è assai rischioso. L'avvio della Fiorentina con il nuovo corso targato Italiano fin qui sta procedendo oltre le più rosee aspettative, con un gioco ritrovato che produce anche i fondamentali risultati (12 punti nelle prime 6 partite).

Parte di questo successo è da additare allo stesso centravanti classe 2000, che oltre a essere l'unico insostituibile della rosa (questo però per colpe della dirigenza gigliata) ha iniziato la stagione come aveva concluso la precedente: segnando e confermandosi un punto di riferimento indispensabile per i compagni nella manovra viola.

Il Vlahovic visto fin qui non è il Chiesa 'col broncio' della stagione 2019-2020, per fare un esempio recente. È un attaccante pienamente coinvolto nel mondo Fiorentina, che fin dal primo giorno di ritiro ha dimostrato di voler dare tutto per continuare a crescere e aiutare a far crescere la squadra.

Sull'impegno sul campo profuso da Dusan in pochi possono infatti avere dubbi. Difatti, finora il campioncino serbo è stato coccolato e amato dal proprio pubblico, che oltre al talento naturale gli ha riconosciuto fame, dedizione e doti di leadership.

Eppure da adesso le cose potrebbero cambiare profondamente. Tra i commenti sul web c'è già chi propone di lasciarlo in panchina (ipotesi più che remota), c'è chi vuole sbarazzarsene a gennaio, oppure chi afferma di volerlo fischiare già dalla prossima sfida col Napoli.

C'è da dire che il popolo del web non rappresenta un campione valido per rappresentare tutti i tifosi viola, visto l'odio digitale che circonda la community dei social, ma non è da escludere che il rapporto si sia incrinato definitivamente.

E allora ci si domanda: è la scelta migliore correre il rischio di rompere questo incantesimo? O meglio, perché farlo proprio ora? Qui non si discute sulle ragioni del presidente (ne ha da vendere), ma sulle modalità e sulle tempistiche.

Commisso con questa mossa ha certamente guadagnato in popolarità, ma di contro ha reso Vlahovic il cattivo della situazione. Non che il serbo stia dimostrando un comportamento apprezzabile in questa faccenda, questo è evidente.

Ma perché smascherarlo pubblicamente il 29 settembre, a inizio stagione, oltretutto quando città e squadra stanno vivendo un periodo di grande entusiasmo? Forse si poteva attendere a fare una dichiarazione pubblica di questa portata, magari verso fine stagione.

Nel frattempo si potevano usare parole più diplomatiche al pubblico, per poi battere i pugni nelle sedi opportune. Una dichiarazione del genere potrebbe avere ripercussioni nelle prestazioni di un ragazzo che, ripetiamo, fino a oggi ha sempre dimostrato di voler lasciare fino all'ultima goccia di sudore sul rettangolo verde.

O forse ha ragione il presidente Commisso: bisognava mettere in chiaro le cose pubblicamente per mettere pressione al ragazzo e le conseguenze delle parole di Rocco non si rifletteranno nelle prestazioni di Vlahovic né nella bella atmosfera che si è creata nel gruppo squadra.

Resta però una mossa rischiosa, e solo il tempo ci dirà se sia stato un azzardo vincente o meno.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento