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Cinque sostituzioni, Italiano le utilizza (quasi) sempre. La regola resterà in futuro?

Analisi della Gazzetta dello Sport sui 5 cambi: lo scorso anno sfruttati poco da Iachini e Prandelli, tanto da Italiano. Regola fino al 2022, ma...

Sulla Gazzetta dello Sport analisi delle sostituzioni nelle prime giornate di campionato. Nell’ultima Serie A le sostituzioni sono state 3.284 su 3.800 possibili, alla media di 4,3 per squadra a partita. Quest’anno, dopo tre giornate — dato statisticamente indicativo, ma interessante — siamo a 4,6.

Con un primatista assoluto: Simone Inzaghi. Ha fatto 189 cambi nella Lazio (su 190 disponibili) e 15 (su 15) con l’Inter. Tattica: 3-5-2. Strategia: 5 cambi X 38 giornate. 50%. L’anno scorso è stato il Sassuolo di De Zerbi, addirittura 11 punti, a fare più punti grazie ai cambi, davanti alla Samp di Ranieri (10), quindi Atalanta e Lazio (9).

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A fondo classifica il Crotone: zero gol e zero punti con le sostituzioni. Nel rapporto tecnico Uefa su Euro 2020 si suggerisce, senza ironia, che «invece di formazione iniziale dovremmo cominciare a parlare di quella finale».

Perche 10 giocatori nuovi su 22 sono quasi il 50%. Una partita nuova. I vantaggi sono questi: più ritmo nel secondo tempo, più spettacolo, meno infortuni. Il rovescio della medaglia: un po’ di confusione tattica e di riconoscibilità di giocatori.

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Più la questione politica: chi ha più soldi, e panchine più lunghe, è favorito. Proprio così? VIOLA. Indubbiamente le rose del City e del Psg offrono soluzioni improponibili per una piccola. Però in Italia Juve, Milan e Inter non sembrano aver guadagnato troppi punti dai gol nell’ultima stagione.

In questo inizio di stagione Italiano è tra quelli che ha utilizzato di più i cambi: 14 sui 15 a disposizione, media 4,7. Zero fin qui i gol dei subentrati. Lo scorso anno, tra Iachini e Prandelli, 158 cambi su 190, con media di 4,2 cambi a partita.

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Solo 2 gol dei subentrati: peggio solo il Crotone con zero. Mentre Italiano a La Spezia la scorsa stagione ha utilizzato ben 180 cambi su 190 (4,7 a gara), con ben 9 gol dei subentrati. RESTERA' LA REGOLA? La domanda è: per quanto tempo ancora?

La nuova regola è nata durante la pandemia, anzi la pandemia è stata la scintilla per velocizzare una novità attesa da tempo. In tutte le riunioni tecniche con Uefa e Fifa gli allenatori chiedevano più sostituzioni. Si sarebbero accontentati di quattro, siamo a cinque (sei nei supplementari).

Il “temporary amendment” all’articolo 3 sta diventando un po’ meno temporaneo, è stato prolungato fino a tutto il 2022 per i grandi tornei (Mondiale in Qatar compreso). Poi si dovrebbe tornare ai 3 cambi classici dal ‘94. Non è escluso che, finita l’emergenza, il cambio si cristallizzi.

L’Ifab sta seriamente valutando l’ipotesi.

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