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Cinismo ed eleganza, ecco il salto di qualità della Fiorentina covato da mesi

La squadra si è dimostrata lucida e determinata. Il rigore e l’esultanza composta di Dusan Vlahovic

Il modo in cui la Fiorentina si è impossessata della partita nel secondo tempo racconta un salto di qualità covato da sei mesi. Consapevolezza e maturità. Anche di far male quando si deve. Con una specie di cinismo elegante che solo le squadre fiere di se stesse possono indossare.

Sembra che la Fiorentina abbia preso definitivamente coraggio. E aveva visto giusto Italiano, la prima vittoria in rimonta contro la Samp ha aggiunto determinazione e lucidità. Scrive La Nazione. Eccellente ripresa, con mezzo brivido finale dopo il 2-3.

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Ma ci sono stati anche nel primo tempo momenti in cui la Fiorentina ha mostrato la propria volontà di (ri)sbarbare il pallone al Bologna dopo averlo perso. Come per riparare un’offesa, stabilire una regola, chiarire le differenze.

Attacchi in pattuglia per saldare il conto con due, tre o anche quattro giocatori assatanati a caccia della preda. Queste folate viola erano immerse in un atteggiamento più quieto, di possesso palla per dosare il ritmo. Essendosi in passato le imprese fermate a metà per assenza di forze.

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La Fiorentina ha aspettato il 32’ per presentare il primo conto. Quando Gonzalez ha trovato Maleh – fin lì uno dei più in ombra – per la prima coltellata tirata con la testa. Occhio Bologna, sembriamo calmi ma è tutta scena.

Milleottocento tifosi viola sono arrivati ieri a Bologna riempiendo l’Appennino con i pullman

E dallo spicchio alla destra della tribuna è partita la spinta sonora per viola. Che ha avvolto Vlahovic proprio quando Dusan ha segnato il rigore del 3-1. Dusan ha esultato fermandosi a pochi metri dal dischetto del rigore, dove si è formato il mucchione dei compagni.

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Nessuna corsa sotto la curva e non per mancanza di rispetto. Esattamente il contrario, perché Dusan sa che deve parlare con i gol e non con gli abbracci. E anche alla fine della partita, Vlahovic ha raggiunto i compagni a distanza dalla curva mantenendosi all’ultimo posto.

Convivenza ideale, fin quando il campo parlerà così

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