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Chiesa-Juve, Ramadani nel mirino. La Fiorentina consegna i documenti

La Guardia di Finanza si è presentata ieri mattina nella sede viola. La società non è indagata, Ramadani sì

Flussi finanziari trasferiti all’estero e tasse non pagate in Italia per le commissioni milionarie ricevute dai club, è questa l’ipotesi di reato sulla quale sta lavorando la procura milanese, che ha messo nel mirino il procuratore Fali Ramadani.

Fra le operazioni sotto esame anche quella che riguarda il trasferimento alla Juventus di Chiesa, gestito nel 2020 proprio da Ramadani, messo sotto la lente fiscale di ingrandimento anche per altre commissioni ricevute per trattative che hanno avuto come base l’Italia (fra queste il trasferimento di Pjanic dalla Juve al Barcellona e il rinnovo contrattuale di Handanovic): in base alle prime indiscrezioni, si tratterebbe di flussi finanziari passati da conti correnti milanesi del manager ad altre società a lui riconducibili, con base in Irlanda o in altri paesi, scrive stamani La Nazione.

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I finanzieri si sono presentati ieri mattina nella sede viola e il club di Commisso si è messo a disposizione per consegnare contratti, fatture e documenti che saranno analizzati dalla Procura per approfondire i legami tra le commissioni incassate e non dichiarate e le compravendite gestite da Ramadani, che ha rapporti professionali stretti soprattutto con due club, Fiorentina e Napoli.

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Da come è impostata l’inchiesta della procura milanese, si presuppone un «reato proprio del soggetto» (in questo caso il procuratore Falih Ramadani) che potrebbe essere alla fine delle indagini accusato di omessa dichiarazione (articolo 5 del Dlgs 74/2000) o altri reati, compresa la frode fiscale.

La Fiorentina si dichiara serena e completamente disponibile a collaborare per chiarire tutti gli aspetti finanziari e fiscali che riguardano il passaggio di Chiesa alla Juventus.

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