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C’è voglia di Fiorentina. Grande curiosità nel vedere all’opera i nuovi arrivati, cercando continuità di gioco e rendimento

C’è voglia di Fiorentina. Grande curiosità nel vedere all’opera i nuovi arrivati, cercando continuità di gioco e rendimento

C’è grande voglia di Fiorentina, a maggior ragione dopo una sosta per le Nazionali che è arrivata proprio dopo una prestazione di ottimo livello col Torino. Quanto valevano i granata, che nei giorni successivi a quella sfida hanno messo a segno acquisti a raffica per accontentare Juric?

I grandi passi in avanti mossi dalla Fiorentina dopo il ko di Roma, in cui comunque si era già apprezzata un’identità di gioco ben precisa, ci sono stati per via del valore dell’avversario, o perché effettivamente i dettami tecnico/tattici di Italiano sono stati assimilati dalla Fiorentina?

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Domande lecite, soprattutto perché dinanzi, stavolta, la Fiorentina si troverà l’Atalanta, avversario di ben altro spessore rispetto ai granata, per quanto limitato da diverse assenze, contro il quale c’è grande curiosità di capire a che punto sia il percorso di crescita della squadra viola.

Per lunghi tratti di partita, infatti, la Fiorentina ha annientato un Torino che, giusto una settimana prima, aveva messo in grandissima difficoltà la formazione di Gasperini, dominando in lungo e in largo, salvo poi uscire sconfitto.

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Quella di Bergamo, appunto, sarà una riprova importante per la Fiorentina, con o senza Nico Gonzalez davanti, con comunque un Torreira e un Odriozola in più, ma soprattutto con la vogliadi progredire verso l’unione dei concetti ‘gioco e rendimento’.

Tradotto: giocar bene e fare punti. Col Torino è andata così, con la Roma no, per quanto con diversi alibi. I NUOVI. C’è, inoltre, grande curiosità di vedere all’opera, finalmente, il regista a lungo cercato dalla Fiorentina.

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Torreira, infatti, sarà in campo dal 1’ a Bergamo, mentre Odriozola si gioca una maglia con Venuti. Non proprio due calciatori qualunque, visto che sono arrivati da Arsenal e Real Madrid. Per quanto nei loro club fossero diventati seconde scelte, a livello di qualità sono indiscutibili.

Il surplus lo sta mettendo Italiano. Con Roma e Torino, infatti, nonostante gran parte della formazione fosse praticamente la stessa dello scorso anno, o con calciatori che neanche giocavano nella passata stagione, si è vista tutt’altraFiorentina in campo, per identità, dinamismo, fame e organizzazione, con la necessità di trovare a tutto ciò continuità.

GERARCHIE E DOMANI. Dinanzi ci sarà un’Atalanta che per più di qualche addetto ai lavori potrebbe addirittura lottareper lo Scudetto e che, comunque, da tre anni è tra le prime tre squadre della Serie A, con anche cammini europei importanti messi in archivio, e meccanismi ormai più che rodati.

Per quanto faccia strano, o semplicemente male, è innegabile che l’Atalanta sia superiore alla Fiorentina, almeno in questo momentostorico. Il percorso che ha intrapreso la società bergamasca è eretto a modello da presidenti, dirigenti e calciatori, sia per come che per la sostenibilità di come esso è stato intrapreso ed è stato portato avanti.

In pratica, l’Atalanta è ciò che era la Fiorentina di Prandelli qualche anno fa. Già diverso quello che accadde con Montella, visto che lì iniziarono ad arrivare a Firenze calciatori già di livello internazionale (Mario Gomez e Pepito Rossi su tutti) a costi decisamente superiori rispetto a quanto sta facendo la Dea.

Il percorso che vuole intraprendere la Fiorentina è lo stesso, sapendo di poter contare su risorse anche superiori. Mancava l’allenatore su cui iniziare a costruire qualcosa di stabile e duraturo, che adesso c’è, con una forte ambizione e tanto coraggio.

L’obiettivo, a lungo termine ovviamente, è quello di ristabilire le gerarchie, riportando la Fiorentina a fare la Fiorentina, che vada a Bergamo da favorita piuttosto che a dover fare le barricate sperando di non prendere imbarcate, come è spesso accaduto di recente.

Sia per meriti dell’Atalanta, che per demeriti dei viola, sia chiaro. OGGI. Se tutto ciò vale per il lungo termine, da costruire, ad esempio, col trattenere i piùforti (Vlahovic con rinnovo) oppure via via reinvestire (in maniera azzeccata) i soldi di chi parte con chi arriva, magari riuscendo pure ad aumentare il proprio tasso tecnico, c’è un oggi che vede la Fiorentina cercare nuove consapevolezze in sé stessa, per capire quanti margini ci siano ancora per progredire e che orizzonti poter raggiungere.

E poter dire: sì, col Torino è dipeso tutto dai meriti della Fiorentina, piuttosto che dai demeriti del Toro. E che la strada intrapresa, finalmente, è davvero quella giusta.

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