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Cappotto da incubo, tracollo Fiorentina. Ribery-Callejon non funzionano

I viola perdono pesantemente 6-0 a Napoli, un passivo che ricorda quello con il Milan del 2004. Timida reazione dopo il primo gol, ma certo non basta

Nella storia della Fiorentina è diventata una pagina nera: pensi alla «gabbia» per contenere Kakà e inevitabilmente riaffiora alla memoria quel 6-0 contro il Milan a San Siro. Era il dicembre 2004, l’ultima volta che la squadra viola aveva preso tanti gol in una sola partita.

Adesso gli annali devono essere aggiornati con il capitombolo contro il Napoli, scrive il Corriere Fiorentino. ATTEGGIAMENTO. Ma altro che Piangerelli e la marcatura fissa sul fuoriclasse brasiliano. Stavolta l’atteggiamento è stato fin troppo garibaldino e l’imbarcata è stata preannunciata dal vantaggio lampo di Insigne.

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Ancora una volta Pezzella e compagni hanno subito gol nei primi minuti. Era successo anche nell’ultima trasferta contro la Lazio con Caicedo. Fin lì quel gol sembrava soltanto uno scoglio, i segnali che la barca viola potesse naufragare ancora non c’erano.

Anzi, Vlahovic e compagni hanno creato più di un’occasione per riaprire la partita. Con Biraghi soprattutto, tanto che un suo tiro deviato da Demme è finito sulla traversa. Subito dopo il mediano azzurro ha inquadrato la porta giusta e ha segnato il raddoppio.

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TRACOLLO. Fiorentina tramortita: da lì il tracollo. L’assist di Insigne per il 3-0 di Lozano è al bacio. Di quelli che un tempo forniva a Callejon. Il grande ex di giornata. Già, fra striscioni fuori dallo stadio, abbracci e fotoricordo nello spogliatoio azzurro, l’esterno spagnolo si è immalinconito fino a sparire dal gioco.

Non è andata meglio a Ribéry, schierato insieme a lui a ridosso di una punta per la prima volta. Dopo solo un tempo di gioco Prandelli lo ha lasciato negli spogliatoi. Pochi istanti prima Zielinski aveva trovato anche il quarto gol con un tiro rimbalzato prima sul palo e poi terminato alle spalle di Dragowski.

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INCUBO. Partita finita, con un tempo ancora da giocare. Un incubo. Pur di salvare l’onore, almeno quello, Prandelli ha buttato nella mischia Kouame. Tanto movimento, qualche contrasto ma in concreto ha aggiunto poco. Un’occasione concreta se la costruisce Vlahovic, che fino alla fine ha provato a dare tutto, ma Koulibaly ha fermato la sua conclusione a pochi metri dalla linea.

Poi il Napoli ha segnato ancora.

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