Vai al contenuto
×

Capozucca: «I problemi sono iniziati con la morte di Barone. Pradè ha subito la contestazione. Paratici...»

Le parole dell'ex direttore sportivo di Cagliari e Genoa: «L'obiettivo della Fiorentina ora è solo la salvezza»

Stefano Capozucca, ex direttore sportivo tra le altre di Genoa e Cagliari, ha parlato a Radio Bruno del momento viola e della sfida di domani contro i sardi: «Per la Fiorentina è una partita di vitale importanza, il Cagliari ha diversi in più ed è apparentemente in una posizione più tranquilla. Ma dopo Bologna la Fiorentina, anche a livello di morale, ha lo spirito giusto per affrontare questa gara e portare a casa i tre punti. Rilanciandosi così alla grande per la corsa salvezza. Unico obiettivo in quest'anno sciagurato, vista anche la perdita del presidente».

sponsored

SALVEZZA. «Più delle coppe, l'obiettivo principe della Fiorentina è raggiungere al più presto una posizione di classifica migliore. Che la tenga lontano dalla zona retrocessione. All'inizio dell'anno non si pensava ad un campionato del genere, la squadra non aveva certo i valori per fare una cosa del genere».

DOPO BARONE. «I problemi sono iniziati con la morte di Joe Barone, la persona che faceva da collegamento con la presidenza in America. Era fondamentale. Poi le perplessità di Pradè, la malattia del presidente... Sono i giocatori a giocare, è vero, ma tutto questo si ripercuote in campo. Ci vuole la conduzione. Chi ha la società più solida e meglio organizzata raggiunge poi i risultati».

sponsored

IL PRESIDENTE. «Preziosi a Genova ha seguito tanto da vicino il Genoa, lasciando la sua azienda di giocattoli in mano ad altri, delegando. E quell'azienda ha avuto poi dei problemi. L'occhio del padrone bisogna che guardino sempre la situazione. La situazione che ho detto prima influisce, certo».

PARATICI. «Sicuramente l'arrivo di Paratici è importante. Fabio lo conosco molto bene, si presenta da solo. Ha un curriculum di tutto rispetto, basta vedere cosa ha fatto alla Juventus. La Fiorentina ha fatto una acquisto super».

sponsored

PRADE'. «Daniele è qualcosa di più di un collega per me. Abbiamo un rapporto importante. Mi viene sempre difficile parlare di qualcuno con cui ho legato. L'ho sentito spesso nei momenti di crisi, non sopportava questa situazione poco carina, di contestazione a Firenze, nei suoi confronti. L'ha subita, gli insulti hanno toccato anche la famiglia. Non ha avuto la protezione giusta in quel momento, mancando anche il presidente. Se ci fosse stato Barone in vita le cose sarebbero cambiate. Mi disse che voleva dare le dimissioni, gli dissi che sbagliava. Ma lui rispose che non poteva andare avanti così. Dispiace, è un ottimo dirigente».

IL RUOLO DEL DS. «Qualcuno pensa che il direttore sportivo sia solo quello che compra e vende i giocatori. Ma è sbagliato. C'è la gestione settimanale, di situazioni e problemi. Prima le squadre erano tutte fatte da italiani, ora ci sono tanti stranieri fin dalla Primavera. È una gestione difficile. Sul mercato hanno influenza i procuratori, tanti presidenti oggi non fanno solo i presidenti, e fanno anche altro».

RIVOLUZIONE SUL MERCATO. «Con il Genoa cambiavamo ogni sei mesi (ride, ndr). Per esigenze di bilancio, non per queste problematiche. Con Preziosi non siamo mai retrocessi, anzi abbiamo fatto grandi campionati. Paratici ha meditato, ha le idee chiare, opererà al massimo per il bene della Fiorentina. Venendo a Firenze, in una piazza importante, non lo fa per rischiare. Se farà mini rivoluzione o rivoluzione, lo farà perché ha le idee chiare».


Lascia un commento

ULTIME NOTIZIE