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Cairo: "Italiano ha fatto un grande lavoro. Lui al Torino? Non ne parlo"

Il presidente granata è tornato a parlare del tecnico della Fiorentina chiacchierato anche a Torino dove però sembra essere Vanoli il prescelto

Premi, sorrisi e voglia d’Europa. Il presidente del Torino Urbano Cairo riceve un riconoscimento al Centro Tecnico Federale di Coverciano per i suoi successi nel mondo dello sport e dell’editoria e mette già nel mirino il prossimo obiettivo: un successo contro l’Atalanta per ottenere un piazzamento nelle coppe internazionali.

Si legge su La Gazzetta dello Sport. «Siamo arrivati a giocarci le nostre chances per l’Europa fino all’ultima giornata - dice Cairo - e ci abbiamo sempre creduto. Ora dobbiamo dare l’anima nell’ultima partita che è fondamentale.

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I giocatori hanno disputato una grande gara con il Milan, guidati benissimo dal nostro allenatore, e adesso sono motivati e pronti per l’ultima a Bergamo contro una grande squadra. Sono nel calcio da 19 anni fra gioie e a volte momenti difficili.

Ho sempre messo passione e impegno e fatto tornare il Torino a buoni risultati sportivi, senza però dimenticare la sostenibilità finanziaria».

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Orgoglio e tifo

Riceve il riconoscimento nell’Aula Magna, all’interno di un evento di aggiornamento professionale giornalistico, organizzato da Ussi (Unione stampa sportiva) e Mcl (movimento cristiano lavoratori) dal titolo “Il calciomercato ai tempi dell’intelligenza artificiale” e a consegnarglielo è il presidente della Figc Gabriele Gravina.

«Sono orgoglioso di ricevere un premio così gratificante in quello che è il tempio del calcio - continua Cairo - e proprio da Coverciano voglio fare un grande in bocca al lupo per l’Europeo ormai alle porte al nostro commissario tecnico Luciano Spalletti e a tutta la Federazione».

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Il presidente del Torino, proprio da Firenze, ricorda anche il giorno in cui era arrivato in città per la camera ardente di Joe Barone: «Quando è scomparso ho fatto di tutto per essere presente e venire a salutare la sua famiglia a cui ho portato la mia vicinanza.

Sono rimasto molto colpito da questo evento luttuoso e ci tenevo tanto ad esserci. Con Barone ci eravamo chiariti il 10 gennaio precedente in occasione di un incontro in Federcalcio a Roma. Ci parlammo e ci eravamo abbracciati.

I rapporti con lui e con Rocco Commisso sono assolutamente appianati. Farò il tifo per la Fiorentina in finale di Conference League sia perché siamo gemellati sia perché con loro non ci sono assolutamente problemi. Vincenzo Italiano?

Ha fatto un grande lavoro. Anche per il Torino? Non parlo di un tesserato di altre squadre e lui è l’allenatore della Fiorentina».

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