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Branca a VI.IT: "Mai come quest'anno è fondamentale l'allenatore. Rinnovo di Vlahovic? Decida col buon senso"

Le dichiarazioni del doppio ex alla vigilia della gara in programma al Franchi

Una stagione in viola, due in nerazzurro da calciatore prima di lavorarci da dirigente dal 2002 al 2014. Fiorentina-Inter è anche la partita di Marco Branca, ex direttore sportivo che ha vinto il triplete sotto la gestione Moratti.

Per presentare la gara di domani al Franchi tra la squadra di Italiano e quella di Inzaghi, LaViola.it lo ha contattato in esclusiva: Come commenta l'inizio di campionato della Fiorentina? "Il mio giudizio è nettamente positivo perché hanno fatto velocemente squadra e sembra che i giocatori abbiano già capito le idee del nuovo allenatore.

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Si è dimostrata una squadra fresca, coraggiosa e con idee, può solo che migliorare, ma nel frattempo ha già fatto tanti punti". Si aspettava un inizio così da una squadra che comunque non ha cambiato molti interpreti? "Col ritorno dei grandi allenatori e con la conferma di quelli bravi, con idee e stile di gioco, anche se su altre panchine, mai come quest'anno sono fondamentali gli allenatori vista anche la poca disponibilità per fare mercato.

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Credo che la Fiorentina rientri tra le squadre che si siano giovate dell'allenatore con una certa filosofia di gioco". Anche se è stata una scelta secondaria per come è nata... "Sì, è stata secondaria ma anche primaria perché non avendo più Gattuso hanno puntato non su uno disponibile, ma hanno lottato per avere uno sotto contratto.

Comunque sia, Italiano sta andando bene e credo ci siano i presupposti per fare un percorso tecnico che possa dare soddisfazioni ai tifosi viola". Qual è il grande merito di Italiano? "In generale per far bene subito, gli allenatori devono far capire bene ciò che vogliono e devono essere altrettanto bravi a convincere i giocatori che quella è la strada giusta: con queste due convinzioni si riesce a formare il gruppo in breve tempo e di conseguenza a ottenere risultati.

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Sempre partendo dal fatto che è un gioco di squadra, quindi prima trovi la squadra e prima fai risultati". Cosa aspettarsi dalla gara di domani? "Tradizionalmente sono partite molto tirate e con qualche discussione postuma, questo per quanto mi ricordo io nella mia esperienza da direttore tecnico dell'Inter contro la Fiorentina.

Sarà una partita con ritmo, perché l'Inter è forte e ha tante alternative di valore: ha sostituito chi è partito nel modo migliore, considerando l'aspetto tecnico ed economico. La  Fiorentina dal canto suo ha entusiasmo e ha voglia di mettersi in mostra, avrà studiato bene l'ultima gara col Bologna e quindi cercherà di commettere meno errori possibili.

La Fiorentina adesso ha la convinzione che se gioca in un certo modo può anche vincere". Che ricordi ha delle tante sfide da avversario? "Mi ricordo un pareggio con una parata fantastica di Julio Cesar nell'anno del triplete, che per poco ci costava lo scudetto, ma per fortuna poi abbiamo recuperato".

Da ex dirigente come vede la situazione relativa al rinnovo di Vlahovic? "Le trattative lunghe non mi sono mai piaciute, perché il giocatore deve dettare dei tempi suoi: deve dire o sì o no in un certo tempo per rispetto del club e della sua necessità di programmare.

Come consiglio direi sempre che i giocatori devono decidere in primis: devono ascoltare prima il consiglio dell'agente, ma poi è il giocatore che deve decidere ed essere protagonista della discussione, e se davvero ci tieni fai un piccolo sacrificio.

Spero che Vlahovic decida presto. Sono sicuro che la sua carriera sarà lunghissima e che non sia decisivo questo tipo di contratto visto che è ancora molto giovane. A questa età uno deve fare le cose con rispetto verso il club che ha creduto nelle sue possibilità e decidere con buon senso".

Dove può arrivare la Fiorentina? "Troppo presto per dirlo, ma considerando il gioco di Italiano e quello che ha fatto a Spezia lo scorso anno con giocatori di livello inferiore, con tutto il rispetto, è importante che la Fiorentina si senta all'altezza della situazione e già lo sta dimostrando".

Adesso a Firenze c'è una sua vecchia conoscenza come Burdisso nel ruolo di dt: lo ha sentito e come lo vede in questo ruolo? "Non l'ho sentito e ho solo parlato un paio di volte con Pradè, a cui l'avevo venduto proprio alla Roma.

Una trattativa definita prima della Supercoppa contro l'Atlético Madrid a Montecarlo. Credo che Burdisso sia tagliato per questo mestiere: è un ragazzo fantastico, uno che faceva gruppo nello spogliatoio e un grande professionista.

Farà benissimo con Pradè perché conosce tanti giocatori, ma sa anche quando parlare allo spogliatoio". Da qualche mese ha iniziato una nuova esperienza nel mondo del calcio, come Managing Director dell'agenzia FIRST, di cosa si occupa?

"Niente di nuovo per me, ho fatto il calciatore, il ds e il dt, mi mancava il procuratore, ma è un incarico che ho imparato nella mia esperienza dirigenziale. Il mio ruolo è quello di agevolare le trattative grazie alle relazioni durature e trovare giovani talenti per sistemarli per quelle che sono le loro caratteristiche".

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