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Bonaventura: "Italiano ci ha cambiati, l'essere allenatore ce l'aveva dentro. Io e Firenze..."

Lunga intervista del centrocampista viola rilasciata a Dazn, in collaborazione con Cronache di Spogliatoio. Ad intervistarlo sul campo anche Borja Valero

Queste le parole di Jack Bonaventura, pronunciate sul manto erboso del Franchi. Nel corso dell'intervista anche alcuni trucchi del mestiere con Borja Valero.

"Non penso più di tanto a quello che pensano le persone di me, l’importante è essere se stessi.

Non sono timido, riservato è l’aggettivo giusto: le cose private le tengo per me. Poi la parte del calciatore è quella che vedono tutti".

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Sulla soglia superata delle 300 partite in A: “Ho sempre creduto di poter giocare tanti anni in Serie A.

Ho esordito a 18 anni, ho sempre avuto l’obiettivo di farcela. In mezzo c’è tanta costanza, sto ancora bene e mi sento in forma, spero di fare ancora tante partite”.

Sul ruolo della mezzala: “La parte più bella del ruolo è quella di poter attaccare, ma mi piace anche il lavoro sporco.

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Quest’anno abbiamo spesso la palla, gioco tanto in costruzione più che nella fase finale”.

Sugli inizi: “Avevo fatto dei provini con l’Atalanta, Bongiorni mi teneva sott’occhio. Non mi presero all’inizio perché ero ancora non formato fisicamente.

Dopo un anno al Margine Coperta mi hanno preso a Bergamo, Antonio è un grande. Con lui sono sempre disponibile, mi ha aiutato tanto e lo ringrazierò sempre. E’ stato fondamentale per la mia crescita calcistica”.

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Sul rapporto con Firenze: “Mi piace la zona del Piazzale, dove abito.

Firenze è strepitosa, ogni angolo della città ha una storia da raccontare. La città è speciale, c’è una passione incredibile per la squadra e questo è un punto a nostro vantaggio".

Compagno di squadra di Italiano al Padova. “In campo richiamava tutti, col senno di poi dico che probabilmente ce l’aveva dentro l’essere allenatore.

Con lui siamo cambiati tanto, la squadra fa un calcio bello che diverte la gente: abbiamo margini di miglioramento. Con lui la Fiorentina è in buone mani”.

Sul Milan: “Sono stati sei anni, stagioni intense. Sono contento di quello che ho fatto e del rapporto con la tifoseria.

Ho sempre dato tutto, non mi sono mai risparmiato e questo ha creato un bel legame fra me e i tifosi”.

Il sogno. “Di sogni ben precisi non saprei, non ci ho pensato. E’ importante dare il massimo nella vita e nello sport, per crescere e migliorare”.

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