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Il blog di Ludwigzaller - Non sono difensivista, mi disegnano così

Il dilemma Gattuso secondo Ludwigzaller

In quella strana Hollywood del 1947 in cui convivono esseri umani e cartoni animati, il coniglio Roger Rabbit, star dei cortometraggi, sospetta di essere tradito dalla moglie Jessica e incarica un investigatore di capirci di più.

Quando s’incontra con la donna nel night in cui lei lavora, al detective si strabuzzano gli occhi. Jessica è bellissima, una topa stellare, gambe slanciate che affiorano dallo spacco dell’abito, seno prorompente e una cascata di capelli rossi che la fa assomigliare alla Hayworth.

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Alle incalzanti domande del detective mette le mani avanti: non sono cattiva, mi disegnano così. Si tratta di una frase niente affatto innocente. Ormai gli storici sanno che inseguire l’oggettività è difficile. Meglio allora descrivere i diversi punti di vista con cui si è guardato o si guarda a un personaggio controverso. 

Gennaro Gattuso è appunto uno di quei personaggi di cui è difficile farsi un’idea precisa.

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Straordinario giocatore, generoso, combattivo, capace di rinunciare ai soldi per aiutare i suoi giocatori e il suo staff, come allenatore è partito da campionati esteri non prestigiosi, e dalle serie minori, lasciando un bel ricordo sulla piazza pisana, dove è ancora un idolo.

Molto abile nel farsi largo nel mondo del calcio, ricorre alle armi di un’antica furbizia per ottenere il posto e per conservarlo. Diventa allenatore della Primavera del Milan nel momento esatto in cui Montella viene confermato come allenatore della prima squadra.

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E al momento buono, con mossa machiavellica, ne prende il posto. Al maestro Ancelotti rende omaggio succedendogli, ma poi l’accusa di aver costruito una squadra “che non pensa”. 

Il dilemma su cui più si discute è la natura del suo calcio.

Calhanoglu lo assolve dall’accusa di essere troppo polemico: “Gattuso è sincero e ambizioso. La gente pensa che sia una persona aggressiva e sempre arrabbiata, ma non è così: la sua è passione per il calcio”. In un’intervista successiva però chiarisce: “Gattuso mi ha spinto e data energia, ma è più difensivista di Pioli”.

Nel periodo milanese, in effetti, viene accusato spesso di schierare la squadra in modo troppo prudente. È lo stesso Gattuso che segnala il problema dopo un derby perso con l’Inter 3-2: “Da mesi mi sento massacrare perché non facciamo la pressione alta”.

Dopo aver lasciato Milano senza grandi risultati arriva a Napoli, ma il problema si ripresenta. Alla vigilia della partita con il Barcellona di Champions dice: “Se l’organizzazione tattica viene scambiata col difensivismo non è un mio problema”.

Con il Barcellona il Napoli perde sia all’andata che al ritorno e negli stessi mesi esce anche dalla Coppa Italia e dalla competizione per lo scudetto. Con il Granada in Europa League, già sconfitto all’andata, Gattuso imposta una partita prudente, per non subire goal.

Ne incassa però due in pochi minuti e non riesce a recuperare. 

Si arriva così all’ultimo Napoli che infila una serie di vittorie e mostra un gioco di stampo spagnolo di cui secondo alcuni commentatori fiorentini Gattuso sarebbe uno specialista.

È davvero così? E che gioco vedremo il prossimo anno? Un gioco più vicino a quello di Iachini o un autentico gioco offensivo? Il grande e autorevole palcoscenico del Franchi chiarirà ogni dubbio.

di Ludwigzaller
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