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Il blog di Ludwigzaller - Esperimento

A parità di rosa quanto conta la mano del tecnico? La Fiorentina può chiarirlo

Ho studiato da bambino in una scuola cattolica. Era gestita dai Fratelli delle Scuole Cristiane. La giornata scolastica cominciava con una lunga preghiera e comprendeva molti momenti d’istruzione e meditazione. Si parlava spesso della morte e del peccato.

Una volta, per parlarci di Dio, il fratello più vecchio, Candido, ci raccontò la storia di un esperimento. Un sacerdote si era incaricato dell’educazione di due gemelli. A uno aveva parlato sempre di Dio, sin da quando era piccolo, all’altro mai.

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Il secondo tuttavia aveva cominciato a fare domande e in breve era arrivato all’idea di Dio da solo. 

Esperimento malvagio e sadico, certo, di cui vorrei proporre una variante calcistica. Si parla spesso dell’importanza del gioco organizzato.

C’è chi dice che non conti nulla, chi sostiene che possa avere un’immensa importanza. Secondo un utente a me caro, Gianni, di cui ho già parlato, contano solo gli uomini, i giocatori. L’allenatore non incide per nulla. Io non sono della stessa idea, ma supponiamo che la stessa identica squadra passi da un allenatore che la fa giocare in modo tradizionale a un altro che fa dell’organizzazione il suo credo.

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Due squadre gemelle come gemelli erano i due bambini educati da Fratel Candido.

La Fiorentina che vedremo a Roma è la stessa dell’anno scorso, anche se non è da sottovalutare l’innesto di tal Gonzalez che tutti già chiamano Nico, il Daniel Bertoni del 2021.

Con due allenatori di vecchia scuola ha messo insieme 40 punti. Il nuovo allenatore ha imposto un gioco completamente nuovo, ha fatto un lavoro di restauro su alcuni campioni in crisi e lanciato due o tre giovani. Sul piano psicologico ha dato alla squadra motivazioni convincendo i giocatori che si stava entrando in un ciclo nuovo.

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Sia pure contro squadre deboli, il gioco incanta. A una fase offensiva aggirante, di cui Vlahovic è il terminale, corrisponde una fase difensiva non ingenua, che mira a impedire agli avversari di attaccare la nostra area. Centrocampisti e difensori fanno un lavoro simile, i primi stroncano sul nascere il gioco avversario, i secondi avanzano.

E poi ci sono quattro esterni veri.

Tutto questo per me ha un immenso valore e può fruttare vittorie e punti. Quanti ne vedremo. Può anche darsi certo che non accada nulla, e che si continui a navigare nei pressi della zona retrocessione.

Il campo dirà.

di Ludwigzaller
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