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Bilanci alla 10° di A: c’è più equilibrio per l’Europa. (Quasi) tutti vincono o perdono. Con lo Spezia una riprova importante

Bilanci alla 10° giornata di Serie A: c’è più equilibrio per l’Europa. (Quasi) tutti vincono o perdono. Con lo Spezia una riprova importante per la Fiorentina

Ogni campionato fa storia a sé, così come ogni partita. Partendo da questo classico assunto del calcio, continuando col dire che l’anno scorso il campionato partì più tardi, praticamente senza preparazione e con stadi chiusi o con 1000 spettatori al massimo per qualche gara, mentre questa Serie A si gioca col pubblico (in aumento nelle percentuali di capienza) e sta risentendo di un calendario internazionale che ha spesso costretto alcuni club a dover rinunciare ai propri sudamericani, i numeri sono più o meno gli stessi.

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C’è meno equilibrio, ovvero meno pareggi, con tante squadre che vincono o perdono, come appunto laFiorentina di Italiano che ha rimediato sin qui 5 vittorie e 5 ko in 10 gare. Certo, il calendario può avere influito nel caso specifico, ma la tendenza è chiara: l’anno scorso, al netto di quello che accadrà in Napoli-Bologna stasera, c’erano stati 55 pareggi alla decima di campionato, quest’anno 44 (o 45 in caso di segno X al Maradona).

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DAVANTI. Col ko dell’Olimpico la Fiorentina di Italiano ha rimediato le stesse sconfitte di quella che l’anno scorso aveva già visto l’avvicendamento tra Iachini e Prandelli in panchina. Nello stesso lasso di tempo, tuttavia, la squadra viola ha ottenuto 6 punti in più, con la possibilità di riportarsi in piena zona Europa in caso di successo con lo Spezia domenica.

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La Conference League è a quota 15 punti, rispetto ai 17 dell’anno scorso, l’Europa League a 17 anziché a 18 e il quarto posto a 19 anziché a 20. Le squadre che occupano le zone europee, dalle romane in giù, hanno tutte evidenziato un trend da alti e bassi, con diversi passaggi a vuoto senza conoscere la parola continuità.

La Fiorentina, tuttavia, ha perso con 4 avversarie delle 7 che le stanno davanti, battendo l’Atalanta e dovendo giocare ancora con Juventus e Milan. DIETRO. Guardandosi anche le spalle, per quanto la Fiorentina abbia dimostrato di avere tutt’altro tenore e spessore di quella del passato campionato, là dietro è cambiato poco se non niente.

Chiaro, tuttavia, che per evitare di tornare in zone calde di graduatoria la squadra di Italiano debba continuare quantomeno a battere chi sta dietro, non tanto in classifica quanto in valori tecnici, e migliorare nel confronto con chi sulla carta è superiore.

SENSAZIONI. Oltre ai numeri ci sono anche le sensazioni che una squadra trasmette. La Fiorentina dell’anno scorso, ad esempio, poteva perdere con chiunque, mentre non dava mai la sensazione di essere superiore a nessuno. Questa, invece, continua nel suo percorso di alti e bassi nei risultati, ma evidenza pecche e lacunedai toni non drammatici, come l’assenza di ricambi sulle corsie offensive e troppe difficoltà nel trovare iltiro in porta, mentre dietro non sono mai arrivate sbandate, con una identità già parzialmente trovata e un percorso che ha visto solo la prova di Venezia come vera delusione, soprattutto in base al valore dell’avversario.

A quella, oltretutto, è seguita un’importante reazione col Cagliari, segnale che questa Fiorentina pare essere destinata ad alti e bassi nei risultati, in classifica e forse anche parzialmente nel gioco, ma che non paia poter andare incontro a tunnel disastrosi come quelli che hanno contraddistinto le recenti stagioni viola.

Con lo Speziale riprove, al netto di recuperi o assenze. In caso di esito negativo coi liguri, tuttavia, inseguire traguardi superiori alla mediocrità di una semplice metà classifica potrebbe già farsi più difficile. Non tanto a livello di classifica, insignificante ad oggi, quanto per prospettive.

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