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Bianchi: “Non toccatemi Italiano. E’ bravissimo. Vlahovic? Logico aumentino pressioni”

L'ex attaccante Rolando Bianchi: “Non toccatemi Italiano. E’ bravissimo. Vlahovic? Logico aumentino le pressioni”

L’ex attaccante: “Non toccatemi Italiano. Per me è un tecnico bravissimo, tra i più bravi nel panorama dei giovani allenatori. Vlahovic? Farà una grande carriera” Parla così l’ex attaccante tra le altre del CagliariRolandoBianchi a Lady Radio: “Mazzarri?

Con lui facemmo un miracolo a Reggio Calabria, salvandoci con una squadra che veniva già data per spacciata salvandoci con una penalizzazione molto pesante per una società piccola come la Reggina. Molto merito fu suo, perché è un ottimo tecnico Mazzarri.

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Ti sa dare tanto, anche nei momenti difficili. Penso stia facendo un buon lavoro adesso a Cagliari, ovviamente ci vuole del tempo”. Italiano? “Non toccatemi Italiano. Per me è un tecnico bravissimo, tra i più bravi nel panorama dei giovani allenatori.

L’ho visto tante volte allo Spezia, e diverse volte quest’anno. Mi piace tantissimo. E’ bravissimo e penso che sia destinato a fare una grande carriera. Ci vuole comunque del tempo ad un allenatore con la sua filosofia”. Vlahovic?

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Non è un momento o una situazione facile. Non credo sia colpa delle voci sul rinnovo se sta facendo meno gol in queste ultime partite. Normale che ci siano più pressioni quando ci si attende di più, ma non credo sia in crisi.

Anzi. E’ un calciatore molto forte, destinato ad una grande carriera. Penso possa tornare presto ad essere decisivo, basta una scintilla”. Belotti? “E’ un ottimo attaccante, mi dispiace che col Torino non voglia rinnovare, perché ha dato molto al Toro.

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Certo è che per un attaccante serve anche un contesto generale che ti permetta di fare gol, e il Torino al momento non glielo può garantire”. In passato? “Fui vicinissimo alla Fiorentina, quando ero a Reggio Calabria ed è un rimpianto grande per me.

Volevo fortemente trasferirmi in viola perché mi è sempre piaciuta la piazza e volevo fortemente lavorare con Prandelli. Poi, però, la società mi volle mandare altrove, e andai al Manchester City”.

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