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In attacco tutti gli attuali nodi della Fiorentina. Da un reparto esterni zoppicante all’assenza di un centravanti di riserva, fino al caso Vlahovic. Il futuro del serbo resta un rebus

L’attualità viola vede sempre l’attacco al centro: con Gonzalez out emergono tutte le lacune del reparto esterni. E il caso Vlahovic come si risolverà?

La sconfitta contro la Juventus brucia ancora nelle menti dei tifosi della Fiorentina. Non potrebbe essere altrimenti, per il modo in cui è maturata e per i colori di maglia che indossava l’avversario di Biraghi e compagni. Oltre alla acerrima rivalità, all’Allianz Stadium si è vista una Juve ‘normale’, pur con tutti i suoi campioni.

La partita è stata equilibrata nel primo tempo, con occasioni da ambo le parti e un buon ritmo. In una ripresa a ritmi più bassi, la Fiorentina ha perso Milenkovic nel momento in cui sembrava aver preso campo e i bianconeri faticavano a costruire qualcosa.

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I viola senza l’espulsione avrebbero vinto? Difficile dirlo, viste le difficoltà a creare qualcosa di concreto. Tuttavia, resta il fatto che poco prima dell’espulsione del difensore centrale serbo si aveva la sensazione che i viola avessero in mano il gioco.

Se poi ci aggiungiamo che, dopo una sfuriata dettata dall’emotività, la Juventus sembrava anche aver perso la sua spinta dopo essere rimasta in 11 contro 10, allora la sconfitta sa ancor più di occasione persa. Forse ancor più di altre volte in cui la Fiorentina, a sprazzi, ha giocato meglio rispetto a ciò che si è visto sabato sera.

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L’impressione positiva, confermata dalla sfida contro la Juve, è che nelle ultime uscite la Fiorentina subisce poco. Non è affatto un dettaglio da sottovalutare per una squadra che difende molto alta e lascia i difensori uno contro uno contro gli attaccanti avversari.

È evidente che sia una tattica molto rischiosa, volta a una maggior efficienza nel recupero palla alto, che però nelle ultime uscite sta iniziando a pagare anche in termini di solidità difensiva. Se i viola possono permettersi un pressing ultra offensivo senza subire continue imbucate dall’avversario, ne traggono un enorme vantaggio.

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Il problema rimane davanti, con i viola dodicesimi in Serie A per reti segnate e undicesimi per tiri totali. La questione principale è sempre la stessa: la Fiorentina non ha un organico particolarmente brillante nel settore degli esterni alti, ruolo chiave per il 4-3-3 in generale e ancor più nell’interpretazione che vuole dargli mister Italiano.

L’assenza di Nico Gonzalez pesa non poco in un settore già debole di suo. L’argentino è ancora positivo al Covid-19, perciò non è da escludere che i viola dovranno fare a meno di lui anche contro il Milan. Per fortuna che Saponara sta andando oltre le più rosee aspettative.

Il forlivese, tuttavia, ha un’autonomia limitata e fa più fatica quando la partita va a ritmi alti come nel primo tempo contro la Juve. Resta comunque il miglior esterno visto fin qui dietro a Gonzalez. Il che è tutto dire, visto che è teoricamente adattato in quella posizione di campo ed era partito ultimo nelle gerarchie.

Pur avendo disputato un primo tempo decente a Torino, Callejon è stato in queste prime dodici giornate il più deludente tra i suoi pari ruolo. Con Sottil si deve essere più pazienti, vista la carta d’identità, ma finora ha fatto vedere troppo poco anche per un giovane dalle belle speranze.

Manca ovviamente il famigerato quinto esterno chiesto da Italiano e mai arrivato. Vlahovic è l’unico centravanti a disposizione (anche solo citare Kokorin diventa proibitivo). Fino a gennaio sarà così, poi chissà. Antipatie a parte per il serbo e il suo entourage, nel caso in cui la Fiorentina fosse ancora in lotta per le posizioni europee, vendere a gennaio il proprio miglior giocatore sarebbe un altro rischio enorme.

A fronte però di un’operazione economica più vantaggiosa rispetto all’aspettare l’estate prossima. Il calcio reale non è la Playstation: non basta levare uno e aggiungere due per lasciare intatto o migliorare il valore e l’affiatamento di una rosa a metà stagione.

Oltretutto, non è affatto semplice andare a prendere giocatori forti nel mercato di gennaio, visto che difficilmente le squadre vogliono privarsene nel bel mezzo del campionato. Ma tanto questo rischio sembra non esserci, visto che Vlahovic non sembra intenzionato a voler lasciare la Fiorentina a gennaio.

Sembra esserne una prova il solito atteggiamento snervante da parte dei suoi agenti. Il rischio che dietro queste mosse ci sia un accordo con una società (non per forza la Juventus, ci teniamo a dirlo) è concreto e ovviamente infastidisce ulteriormente la società gigliata.

Visto quanto potere hanno i giocatori, può darsi che alla fine verrà accontentato. Ma con un presidente come Commisso non sono affatto esclusi provvedimenti esclusivamente punitivi, anche se ciò significherebbe prendere una direzione che indebolisce sia dal punto di vista sportivo che economico.

Nel frattempo, Italiano lavora con chi è rimasto in vista del Milan. Sono dieci i giocatori partiti per le rispettive nazionali. Tra questi figura l’infortunato Pulgar, che è volato in Cile per farsi visitare dallo staff medico.

Poi ci sono gli altri sudamericani Martinez Quarta e Torreria, l’italiano Biraghi, i marocchini Amrabat e Maleh e i serbi Vlahovic, Milenkovic, Nastasic e Terzic. Non poche le assenze per Italiano, ma questo è il calcio moderno e di certo mister Pioli non se la passerà meglio, con i suoi tredici giocatori che hanno lasciato Milanello.

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