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Aquilani: "Jorge Jesus mi ha ispirato. I miei ragazzi stiano con i piedi per terra"

Il tecnico della Primavera viola è intervenuto oggi a Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni, nel giorno in cui si gioca Liverpool-Milan, di cui è doppio ex

Questa l'intervista di Alberto Aquilani ai microfoni dell'emittente satellitare: “Mi piace questo ruolo, mi diverte e cerchiamo di farlo nel migliore dei modi. La mia idea? Per me la cosa più importante è quando la squadra fa quello che chiedi.

Tutti gli allenatori hanno una idea propria da trasmettere e i giocatori ci devono credere. Quando passi da giocatore ad allenatore ti rendi conto che c’è un mondo dietro e non conta solo il campo. Mille dettagli che magari non te ne accorgi.

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A chi mi ispiro? Non si può copiare, io ne ho avuti tanti bravi di allenatori. Il primo a farmi venire questa voglia di allenare è stato Jorge Jesus allo Sporting perché aveva un approccio diverso a quello che era l’approccio che avevamo in Italia.

Se mi rivedo in qualche ragazzo? Quello che hanno fatto loro l’ho fatto anche io. Cerco di dar loro i consigli giusti nella preparazione alla partita per questa carriera che li aspetta. Inutile paragonare la mia generazione a loro perché il calcio è in evoluzione e c’è più conoscenza.

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Io voglio che loro non mollino un centimetro per restare aggrappati a questa possibilità. Non voglio che dopo due partite fatte bene e tre articoli sul giornale si sentano arrivati. Devono stare con i piedi per terra perché la strada è molto lunga.

Compagni diventati allenatori? Gattuso mi ha stupito, secondo me ha fatto bene, Inzaghi ha fatto la gavetta giusta e ora allena la squadra campione d’Italia. Io sono per il percorso, ma l’importante è avere le idee chiare. Mourinho?

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È unico nel suo genere. Già dalla presentazione ha dato entusiasmo, prima che vincessero le partite. Oggi questo entusiasmo è confermato dalle prestazioni e dai risultati. Sta facendo bene, il campionato è lungo ma i presupposti li ha creati.

Liverpool-Milan? Il primo pensiero porta alla Champions League: due squadre nate per giocare certe partite. Ci sono stati momenti un po’ così per entrambe, ora sono tornate grandi. Anfield? Ho avuto la fortuna di giocare in quello stadio e posso assicurare che è difficile trovar di meglio, un pubblico incredibile che spinge dal primo all’ultimo.

Loro ci sono abituati, sono partite che fanno parte della loro storia. Il Milan ci è tornato dopo qualche anno e quindi sarà una partita entusiasmante. Poca esperienza dei rossoneri? Il Milan è tornato. Stanno progettando da un paio d’anni, ci vuole un po’ di tempo ma questo modo di lavorare li ha portati a giocare la Champions con giocatori giovani ma forti: tutti giocatori che non l’hanno fatta ma che ne faranno tante.

La Champions non è la Serie A, ma è più stimolante perché affronti squadre di livello superiore. Non credo comunque che andrà a Liverpool così tanto per giocarla. L’assenza di Ibrahimovic? Incide anche se sta in panchina e negli allenamenti perché trasmette.

Quando dico di fare le cose per bene dico questo: mettere i giovani con questi campioni che trasmettono cosa serve per giocare a certi livelli. Si tratta di un’assenza pesante, ma chi giocherà al suo posto magari sarà responsabilizzato ancor di più.

De Zerbi? Conosco Roberto, ci stimiamo dentro e fuori dal campo. Ho avuto modo di seguirlo anche prima che decidesse di andare all'estero. Ha preso questa decisione con coraggio, ha trasmesso la sua idea dal primo giorno che è la cosa più difficile.

È un allenatore che ha tutto per fare bene anche in Champions”.

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