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Da Antognoni alla non-rivoluzione sul mercato (per ora) condivisa con Italiano. Piaccia o meno, l’importante è che non siano stati (saranno) ulteriori errori

Dalla separazione con Antognoni alla non-rivoluzione sul mercato (per adesso) condivisa con Vincenzo Italiano. D'accordo o meno, l’importante è che non siano stati (saranno) ulteriori errori

La Fiorentina riparte da Moena, come da tradizione. Questo ritiro, tuttavia, avrà tutt’altra valenza rispetto ad altre preparazioni estive recenti. Lo hanno lasciato intendere a chiare lettere i dirigenti viola: molto passerà dal lavoro di Italiano, che già dai primi giorni di allenamento a Firenze si è soffermato a lungo con singoli e gruppo su quello che vuol vedere sul campo dalla sua Fiorentina.

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Sarà una creatura del tutto nuova per idee di gioco, filosofia e mentalità. Chi sia funzionale o meno a questo nuovo modo di fare calcio è ancora tutto da valutare e decidere. NON RIVOLUZIONE. Per il momento la linea di Italiano è la stessa che da giorni trapelava all’interno del club viola: analizzare sia tecnicamente che tatticamente, ma soprattutto mentalmente, chi c’è già a disposizione.

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Al netto degli assenti, da Amrabat a Pulgar passando per Quarta, Pezzella e Gonzalez, oltre a Castrovilli, la Fiorentina e la sua nuova guida tecnica vogliono prima di tutto capire cosa non abbia funzionato negli ultimi due anni.

C’è l’idea, infatti, che questa rosa abbia dei valori inespressi. Se poi, col passare dei giorni di lavoro, dovessero emergere criticità la Fiorentina sarà chiamata ad intervenire. Non si va, dunque, verso alcuna rivoluzione, ma piuttosto su una rivalutazione di ciò che già c’è.

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Anche per questo motivo il ritiro di Moena 2021 sarà molto importante per i tanti giocatori che si alleneranno al Benatti, così come per Italiano che sarà chiamato ad inculcare da subito i nuovi concetti al gruppo. SENZA ANTOGNONI.

La decisione di rompere con Antognoni, intanto, continua a far discutere. Comunque la si veda. Oltre alla separazione dell’unico dieci, hanno già lasciato il club viola i vari Dainelli, Buso eDonadel, uomini di calcio prima ancora che dirigenti, chi più chi meno a stretto contatto con la prima squadra nel biennio Commisso.

Chi perché ha lavorato a stretto contatto con Dusan Vlahovic, ad esempio, contribuendone all’esplosione tecnica, chi perché aveva parlato con Chiesa su quel pullman nei giorni del concitato tour estivo in America, chi perché ha dispensato consigli e chi spesso ci ha messo la faccia.

Figure che, in un biennio in cui sono stati commessi tanti e tanti errori, sia tecnici che gestionali, per il momento non saranno rimpiazzato. Moltissimo, se non quasi tutto, sarà adesso sulle spalle di Italiano. PIACCIA O MENO.

Se su alcune decisioni, com’è logico che sia, c’è chi è più o meno d’accordo. Premettendo che ogni scelta della proprietà/dirigenza sui propri dipendenti è più che legittima, resta il come alcune situazioni siano state condotte, gestite e portate a termine.

E anche l’augurio al club viola che non si ritrovi, col tempo, ad aver commesso nuovi errori (come, ad esempio, pareva esserlo già a monte la decisione di confermare Iachini a suo tempo per tutta una serie di motivazioni poi concretizzatesi).

Sono (e saranno) tante le situazioni delicate da dover gestire, infatti, sia sul campo che negli uffici dalla Fiorentina, dai rinnovi a chi dovrà essere preso e/o ceduto. Italiano è carico, ambizioso e può dare molto del suo alla partenza di un nuovo corso.

Ma per riuscire a trasformare una Fiorentina che lotta per la salvezza ad una che stia in zone più nobili della classifica, non può bastare. Servono sintonia, unità di intenti e forza societaria, oltre allo sbagliare il meno possibile.

Come detto, l’augurio è che la Fiorentina, con le proprie scelte e con quelle che farà, abbia contribuito a metterci del suo in positivo, piuttosto che in negativo.

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