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Ancora Bonaventura: "Europa? Non ci pensiamo, ma niente è impossibile. Il Mondiale..."

Il centrocampista viola ha parlato della stagione della Fiorentina e delle ambizioni: "Speriamo di tirare fuori tutti qualcosa in più e fare qualcosa di importante"

Queste altre parole di Giacomo Bonaventura nella sua intervista a Tuttosport: «Abbiamo una settimana per prepararci per la trasferta di Venezia, andiamo lì per vincere e giocando di lunedì sarà un vantaggio per i nostri nazionali».

 

ITALIANO COMPAGNO DI SQUADRA AL PADOVA. «Era già allenatore in campo, aveva sempre consigli tattici da dare, non mi stupisce il percorso che sta facendo. Come l'ho ritrovato? Ancora più malato di tattica (risata)».

OTTAVA SORELLA.

Una Fiorentina che molti già definiscono ottava se non settima sorella. «Troppo presto, spero che alla fine della stagione sia davvero così, ma con un allenatore nuovo e un po' di giocatori nuovi bisogna andare piano con le valutazioni, abbiamo iniziato bene ma non vorrei che si pensasse che ci sentiamo forti.

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Il mister è il primo a dirci che dobbiamo ancora migliorare tanto. Ad ora quindi niente 'sette sorelle' ma di sicuro siamo una squadra che sta crescendo».

CAMPIONATO. Che campionato vede? «Molto equilibrato, di livello alto, è sempre difficile vincere, con le grandi in particolare anche se noi con l'Inter e ancor più col Napoli non avremmo meritato di perdere.

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Ma non è facile vincere neppure con le altre, tante squadre sono ben organizzate».

EUROPA. La parola Europa è bandita nel vostro spogliatoio? «No, anche se nessuno adesso ci pensa, Italiano vuole che ci concentriamo di partita in partita.

Ma niente è impossibile, la Fiorentina l'anno scorso non ha reso per le sue potenzialità, speriamo stavolta di tirare fuori tutti qualcosa in più e fare qualcosa di importante».

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MONDIALE. Lei fu chiamato da Mancini nell’agosto 2020 quando era svincolato.

Un pensierino al Mondiale 2022 lo fa? «Sentire il ct dire che le porte sono aperte a tutti mi stimola a cercare di essere uno dei migliori centrocampisti italiani. Se così sarà, penso che Mancini chiamerà: gli allenatori vogliono sempre i giocatori migliori.

Se fui sorpreso da quella convocazione? Sì, ero senza squadra e non pensavo di riceverla, mi fece molto piacere e mi dette carica. Non era un periodo bello per me, finiva l'esperienza al Milan».  

VICENDA KOULIBALY. «Nel 2021 certe cose non dovrebbero più esistere nel calcio e non solo, per fortuna abbiamo oggi i mezzi per individuare i responsabili e bandirli dallo stadio.

Servono pene severe. Però non tutti i fiorentini e gli italiani sono razzisti, solo una minoranza e va tenuta lontano».  

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