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Altalena viola: tra gare esaltanti e amare sconfitte. Manca continuità

Sei vittorie e sei sconfitte, nessun pareggio e tanti ko contro le grandi. Alti e bassi che non danno continuità alla Fiorentina

Non ci sono mezze misure.  La Fiorentina non conosce la via del pareggio. O vittorie o sconfitte, divise in egual misura, che rendono l’idea di come il percorso intrapreso da Italiano insieme ai suoi ragazzi sia soltanto all’inizio. Alti e bassi che non riescono a restituire la dimensione della continuità per una squadra che esalta dalla bellezza delle sue prestazioni oppure mastica amaro tra rimpianti e “se” ipotetici.

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Così scrive La Repubblica.

ESAMI.  Come quel “se” di Torino: se Milenkovic non avesse preso il doppio giallo, la Fiorentina avrebbe passato indenne uno degli esami più tosti della stagione. Oppure quel “se” di Roma, contro la Lazio: se Pedro non avesse fatto quella giocata, unico lampo in una gara davvero poco entusiasmante, i viola avrebbero strappato un punto prezioso su un campo davvero difficile.

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LIMITI.  Con Napoli e Inter la Fiorentina ha iniziato a mille, poi ha fatto i conti con il ritorno delle avversarie quando i viola sono calati fisicamente, mettendo in evidenza il divario tecnico soprattutto dei giocatori in panchina.

Di contro con Spezia, Cagliari ma non solo la squadra di Italiano ha inchiodato gli avversari senza dare repliche. La Fiorentina se l’è sempre giocata contro le più grandi, ma per maturare, crescere e arrivare a strappare anche qualche punto alle big, manca ancora qualcosa.

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Ingenuità, errori di crescita. E dopo la sosta c’è il Milan.

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