Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Alle origini dello strappo. Tutto è nato dalla trattativa per Sergio Oliveira

Rottura di fatto insanabile tra Gattuso e la Fiorentina. La Gazzetta dello Sport in edicola stamani ricapitola la genesi dei problemi

Ad accendere la miccia in casa Fiorentina è stata l’operazione Oliveira. Joe Barone, che da due anni pilota insieme a Daniele Pradè il mercato viola, era convinto grazie ai buoni uffici di Jorge Mendes di chiudere l’accordo con il Porto per una cifra vicina ai 12 milioni più bonus.

I numeri messi sul tavolo dal club lusitano invece sono stati subito ben diversi. Venti milioni non trattabili. Nessuno sconto anche per altri due potenziali obiettivi del club viola nell’orbita del potente procuratore portoghese e cioè Corona, pure lui del Porto, e Guedes del Valencia.

sponsored

A questo punto la miccia è esplosa. Mendes è diventato un “nemico”. Il passaggio successivo è stato il coinvolgimento di Rino Gattuso, spiega stamani La Gazzetta dello Sport. Mendes è il manager del tecnico calabrese. È sempre stato un alleato leale e prezioso.

Nel suo avvicinamento al mondo viola Ringhio lo considerava la figura giusta per alzare la qualità della campagna acquisti della Fiorentina. Gattuso era convinto che con l’aiuto di Mendes ci fosse la possibilità di arrivare a giocatori da squadra importante.

sponsored

Da squadra Europea. Una dimensione che oggi non appartiene alla Fiorentina. I passaggi successivi parlano di vivaci confronti telefonici sull’asse Spagna-New Jersey. Gattuso ha chiesto che la Fiorentina continuasse ad affidarsi al suo manager, il presidente sosteneva di non volersi vincolare a un procuratore ma non ha trovato la sponda sperata nel tecnico.

Telefonata dopo telefonata la distanza tra Rocco e Gattuso è diventata sempre più netta. E la rottura sempre più profonda. Nessuno tra Commisso e Rino ha accettato di fare un passo indietro. (...)

sponsored
Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento