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Abodi: "Voglio una Figc moderna, libera e trasparente. Sugli stadi di proprietà

A La Stampa ha parlato Andrea Abodi in vista delle elezioni che si terranno lunedì: “Sono sereno e determinato, anche perché penso di aver recuperato. E ho forti motivazioni: penso a una federazione libera, moderna, trasparente.

E se è così non posso che sentirmi pronto. Il punto di partenza dice: 44 per cento Tavecchio, 42 io, ma abbiamo elementi per dire che ci siamo scambiati i numeri. Senza contare la serie A e gli arbitri. La Serie A con Tavecchio?

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Ho ascoltato personalmente tante versioni. Vedremo cosa accadrà lunedì nell’urna. Io ho segnali diversi. Oggi la Figc non ragiona come si dovrebbe fare in un sistema: le componenti non si parlano quanto dovrebbero, anzi si fa di tutto per tenerle separate.

Era il presupposto del mio sostegno a Tavecchio, non è stato mantenuto. Non si può pensare di avere l’ora esatta regolando solo una rotella. Lotito, davanti all’Assemblea della B da me presieduta, ha detto che se non mi fossi candidato mi avrebbero votato tutte e 22 le società e che se fossi rimasto alla guida della Lega ci sarebbero stati 30 milioni per la categoria.

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Soldi improvvisamente saltati fuori chissà da dove. Prendete gli stadi. L’idea è semplice: riproporre quello che abbiamo costruito per la B in queste stagioni con «B Futura», una società di scopo per lo sviluppo infrastrutturale.

Occorre mettere a disposizione di club e amministrazioni comunali un modello di program management e un pool di professionisti. Non si può rimanere passivi e pretendere nuove infrastrutture.

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Chi in federazione se vincerò? Penso a icone del nostro calcio uscite dalla federazione non sempre con i dovuti onori.

Come Zoff, Tardelli, Baggio, Gentile e Rocca. O anche Albertini, che potrebbe fare molto per la nuova federazione. Si tratta di dare peso alle competenze e di avere rispetto per la storia. Che fine ha fatto per esempio il premio Bearzot?

Baggio? Dopo il flop ai Mondiali 2010, le trecento pagine del suo famoso progetto furono aperte e poi chiuse. Mettevano in correlazione settori che, invece, hanno fatto viaggiare per conto proprio”.

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