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Viola, il rammarico è doppio. Le coppe possono salvare la stagione prima della grande rivoluzione

La Fiorentina poteva e doveva fare di più contro questa Juventus. Chissà cosa sarebbe stata la Viola di Italiano con un grande centravanti...

Regalare un tempo alla Juventus non è mai una buona idea. A maggior ragione se poi per recuperare diventa fondamentale l’apporto dei propri attaccanti, non proprio il punto di forza della Fiorentina. La squadra di Italiano esce nel modo peggiore: sconfitta, ma con la consapevolezza che avrebbe potuto e dovuto fare di più.

Un gol su calcio d’angolo (più tre annullati per fuorigioco, uno dei quali di pochi centimetri) e poi massima attenzione difensiva, alla Juventus è bastato questo per avere la meglio dei viola. Il rimpianto è doppio visto che la giornata di ieri si era fatta favorevole alla Fiorentina con le sconfitte della Lazio, dell’Atalanta e del Torino che avevano concesso una chance per abbandonare il decimo posto.

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Ora la squadra di Italiano è costretta a non sbagliare praticamente più niente nelle ultime 8 gare di campionato (compreso il recupero con l’Atalanta). E il calendario in questo senso, nonostante tutto, sembra offrire ancora un’ultima possibilità per provare almeno a rientrare nella zona Conference.

Così scrive il Corriere Fiorentino.

ASPETTANDO LA RIVOLUZIONE. Non tutto insomma potrebbe essere compromesso. Certo le difficoltà a trasformare l’enorme possesso palla (anche ieri oltre il 70%) in qualcosa di più del palleggio orizzontale sulla trequarti campo offensiva va superata.
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Difetti antichi, ormai quasi introiettati dalla squadra che quando non trova le soluzioni dei difensori su calcio piazzato o i tiri da fuori come nel caso di Mandragora contro l’Atalanta, finisce per sbattere sul muro della frustrazione.

La speranza è che almeno giovedì prossimo in Conference, contro avversari sulla carta più deboli, le cose possano essere diverse. Al momento quella della competizione europea sembra la strada meno complessa per riuscire a trasformare in positiva una stagione fin qui poco esaltante al termine della quale si annuncia tra l’altro una grande rivoluzione tecnica a partire da Vincenzo Italiano.

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Chissà come sarebbe stato il suo ciclo a Firenze se davanti ci fosse stato un vero bomber. Il rischio è di doverlo scoprire in futuro. Ma su un’altra panchina.

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