Un mese decisivo: Cabral deve convincere Italiano e scongiurare la cessione
Un mese decisivo per il brasiliano che dal suo arrivo a Firenze (ormai quasi un anno fa) non ha mai davvero convinto
Ora o mai più. Sono i giorni di Cabral, quelli in cui il brasiliano dovrà convincere tutti che di professione fa il bomber e che potrà garantire gol a tinte viola nella seconda parte della stagione. Fino ad ora galleggia sotto le aspettative.
Ma durante questa sosta vuole giocarsi la grande occasione prima che arrivi la “minaccia” del mercato invernale. Che lo porterebbe a diventare una pedina di scambio o ad essere ceduto. Ha in mano il proprio destino e vuole provare in tutti i modi a conquistare la fiducia della piazza.
E ancor prima quella del suo allenatore. Scrive il Corriere dello Sport-Stadio.
LO SPRINT.
Luka Jovic è al Mondiale, Arthur invece è ogni giorno al centro sportivo con l’allenatore e i suoi compagni per affinare meccanismi e mira. In questi primi giorni di ripresa delle sedute è assente fra l’altro anche il “terzo incomodo” Kouame.
Che si aggregherà al gruppo soltanto lunedì prossimo ed è un motivo in più per battere sul tempo i concorrenti nello sprint delle gerarchie.
OBIETTIVO CRESCITA.
L’obiettivo di Cabral è dimostrare che è in crescita costante, che la serie A è entrata nelle sue corde. Del resto sono già dieci mesi che l’attaccante è in città, ma da quando è arrivato ha messo a segno solo sei gol totali.
SOSTA DA SFRUTTARE.
Se arrivasse l’offerta giusta, la società potrebbe addirittura pensare a una sua partenza. Tuttavia è ciò che il giocatore vuole scongiurare. È arrivato a Firenze a titolato definitivo (per circa 15 milioni), con il fardello di essere il sostituto di Vlahovic, ma in estate è stato preso pure Jovic in prestito e la pressione è aumentata.
Neanche il serbo però è decollato e c’è stato un momento in cui entrambi sono stati superati nelle gerarchie da Koaume, adattato centravanti. Ed è accaduto proprio dopo la sosta di metà settembre. Dopo aver lavorato sempre al centro sportivo con Italiano, la domenica a Bergamo con l’Atalanta, Cabral non è stato scelto dal primo minuto.
Un pessimo segnale per lui, visto che subito dopo è partito dalla panchina anche nella doppia sfida con gli Hearts, così come con la Lazio e il Lecce. Per ritrovarlo negli undici è stato necessario aspettare il 22 ottobre contro l’Inter, gara in cui ha segnato.
È stata come una scossa per il giocatore che poi ha siglato la rete decisiva a La Spezia. Il momento più alto della sua stagione.
MESE DECISIVO.
Questo mese dovrà portare segnali chiari e la sosta è da sfruttare in altro modo per arrivare a fare la differenza. Il suo carattere, equilibrato, lo aiuta. Mai una lamentala, mai un’espressione sbagliata nemmeno quando è dovuto entrare per una manciata di minuti o si è dovuto riaccomodare in panchina.
Ora però deve parlare con i gol. A cominciare da quelli che potrebbe fare domani ad Arezzo e nel resto delle amichevoli del mese di dicembre. Tutte ottime occasioni per spiccare il volo, ricordandosi che dal 22 ottobre al 3 novembre ha realizzato 3 reti e che quella è l’unica strada percorribile per allontanare le voci di mercato e quella continua perplessità che circola in città nei suoi confronti.
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