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La vecchia questione della 'sudditanza psicologica'. Arbitri e Var, amore mai nato

Pasqua prima richiamato dai colleghi al monitor, poi va a vedere e fa di testa sua. Serve più intesa, e la Fiorentina protesta.

Il colorito slang di Commisso questa volta diventa una sferzata. «La Juve non ha bisogno di aiuti» sintetizza il presidente italo-americano della Fiorentina,«lasciate che vincano senza queste porcherie». Battuta da due rigori, la Viola fa rimbalzare le sue proteste fino a Little Italy.

Ed è difficile non sposare le parole di Commisso per commentare l’arbitraggio di Pasqua,scrive La Nazione. POLEMICHE AL VAR. I due rigori in questione sono molto generosi, il secondo probabilmente inesistente. Ceccherini entra in contatto con Bentancur, lanciatissimo, all’imbocco dell’area e quel braccio allargato sembra più un gioco di equilibrio che un gesto per ostacolare l’avversario.

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Pasqua, già corretto dal Var nel primo penalty (da lui ignorato) decide di prendersi la rivincita, facendo di testa sua. Dopo la visione rallentata decide di confermare un rigore più che dubbio. Una dimostrazione chiara del difficile rapporto fra gli arbitri e la cabina di regia che amministra il Var.

Se non c’è piena sintonia fra questi due poli, il rischio è quello di moltiplicare le polemiche, invece di azzerarle. Un arbitro di grande personalità, e senza complessi, non avrebbe seguito il copione di Pasqua. SUDDITANZA. E Commisso, da novizio della serie A ed ex tifoso juventino, riporta d’attualità l’eterna polemica sulla sudditanza psicologica verso la Signora.

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La squadra di Sarri non ha bisogno di aiuti esterni o di errori arbitrali per inseguire lo scudetto. L’esultanza appena accennata di Ronaldo dopo il secondo rigore trasformato è la spia di uno strisciante disagio. CR7 è abituato ad essere il più forte e questa Juve dei 591 passaggi e dei gol che arrivano soltanto dagli undici metri non la sente tanto sua.

Se arbitri e Var faranno al meglio il loro mestiere, toccherà a Sarri rasserenare Ronaldo e i tifosi.

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