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La Gazzetta dello Sport: Bologna-Fiorentina show, chi sognerà ad alta quota?

Sinisa senza Arnautovic: «Ambizione sì, euforia no» Italiano viene da 4 ko esterni di fila: «Odio perdere». Fischio d'inizio alle 12,30

L’alta quota è una cosa seria: puoi sciare sì, ma anche scivolare. Ancor più quest’anno che in pochi punti c’è mezzo mondo. Visto dall’altura del sesto posto in classifica, Bologna-Fiorentina è un derby che a quest’altezza non c’era da anni.

E che per questo vale di più. Scrive La Gazzetta dello Sport.

Pari e ascensore

Il Bologna non vince il derby dell’Appennino dal 2013. Sinisa Mihajlovic non ha mai vinto uno degli ultimi sette incroci con i viola. E Italiano assolve i suoi: «Fuori casa ci siamo espressi bene, ma non abbiamo portato a casa punti.

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Dobbiamo migliorare la gestione della partita e l’attenzione su determinate situazioni. Io odio perdere. Ma anche il pareggio è un risultato innaturale perché le squadre scendono in campo per vincere». E così fa, da sempre, Sinisa Mihajlovic, uno che preferisce cercare di vincere e non di non perdere.

«Ma in momenti belli come questi, c’è una parola da tenere presente: equilibrio. Il serbatoio emozionale è importante. Quando l’euforia cresce tanto va messa da parte in previsione di periodi in cui le cose andranno peggio per attingere da lì.

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Non possiamo vivere in un ascensore di emozioni e i ragazzi lo sanno. Ma l’ambizione ci vuole sempre».

Joey, Rocco, Irrati

Sarebbe, anzi è, la sfida fra due proprietari con origini italiane: Joey Saputo (che tornerà a Bologna per la gara contro la Juventus a metà dicembre) e Rocco Commisso, rientrato negli Usa per curarsi la polmonite. «Ma sta bene - aggiunge Italiano — a casa ci si cura nel migliore dei modi e so che presto tornerà qui; l’ho sentito, era carico e pimpante.

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Il Bologna? E’ una squadra che è cambiata dopo la vittoria contro la Lazio. Ha un modo di stare in campo che mette in difficoltà tutti: sviluppano in un modo, attaccano in un altro. E’ squadra piena di talento». E Sinisa: «La Fiorentina gioca a ritmi alti, intensa e aggressiva.

Serve attenzione. Irrati è nato a Firenze? In Italia c’è cultura del sospetto: lasciamo stare, l’importante è che siano in buona fede, perché sbagliano tutti al mondo...». Oggi chi sbaglia meno, sogna.

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