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Iachini, una vittoria potrebbe non bastare. Ma anche giocatori e dirigenti responsabili

Fiducia a tempo per Beppe, con Commisso che lo aveva difeso ma ora potrebbe cambiare. Bivio a Parma per la Fiorentina

La chiamano “fiducia a tempo” ed è quella che la Fiorentina ha concesso a Beppe Iachini in questa settimana che sfocerà nella trasferta di sabato sera a Parma.

Partita-verità per il tecnico ascolano rimasto per adesso al suo posto nonostante il malcontento sempre più montante nella società e fra i tifosi dopo la sconfitta e la brutta prestazione con la Roma. Anche la squadra però è stata sollecitata ad assumersi le proprie responsabilità perché in simili situazioni non c'è mai un solo colpevole malgrado alla fine il primo a pagare sia sempre l'allenatore.

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Così scrive Tuttosport.

ESAME PER TUTTI. Dunque sarà una notte di esami per tutti, vietato sbagliare approccio e atteggiamento. E pure i dirigenti saranno chiamati prima o poi spiegare certe scelte. Perché la resa dei conti coinvolgerà tutti, troppi sbagli sono stati fatti in questa Fiorentina.

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Ora però l'obiettivo è uscire dalla tempesta anche se ciò potrebbe non bastare a Iachini. Finora il tecnico ha potuto contare sul sostegno del presidente che nei mesi scorsi ne ha riconosciuto il buon lavoro quando a dicembre prese in corsa una squadra a ridosso della zona-retrocessione portandola al 10° posto dopo aver dovuto affrontare il Covid che ha colpito lui, i giocatori e lo staff e 103 giorni di stop del campionato per l'emergenza sanitaria.

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Compito non facile ma Iachini ha saputo assolverlo con mestiere e abnegazione, di qui la riconferma da parte di Commisso a dispetto di chi in società già fremeva per prendere JuricDi Francesco, Giampaolo, De Rossi...

CAMPO E FANTASMI.

Non è stato facile poi per l'attuale allenatore viola, pur tra innegabili errori, affrontare questa stagione dopo un mercato che non è venuto incontro alle sue idee e alle sue richieste. Adesso però per la notte-verità di Parma, trentesima gara per Iachini alla guida dei viola (12 successi, 9 pareggi, 8 ko lo score) lui e la sua squadra dovranno dare una risposta concreta sul campo.

Vero che come sembra potrebbe non bastare al tecnico neppure una vittoria per salvare la panchina e scacciar via i fantasmi di Sarri e Spalletti (Commisso punta su un nome forte anche se ingaggiare adesso uno dei due tecnici toscani appare complicato perché entrambi ancora legati a Juve e Inter e per i limiti di questa Fiorentina e della sua situazione) e quelli di Prandelli (ma il ruolo di traghettatore mal gli si addice), D'Aversa, Ballardini e Montella ancora contratto con il club viola.

MODULI E ORGOGLIO. E’ altrettanto vero però che mai come adesso serve uno scatto d’orgoglio e l’allenatore marchigiano è il primo a esserne consapevole: in questi giorni sta provando schemi e cercando soluzioni ma al di là del modulo che adotterà (3-5-2, 4-3-3 o 4-3-2-1) e di chi manderà in campo conteranno su tutto l’orgoglio, il cuore, il coraggio, la voglia di riscatto.

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